Alessandro Criscuolo è un giovane cantautore che ha da pochissimo pubblicato il suo primo album di canzoni ''Squali bianchi''. Canzoni, nate per raccontare se stesso e mettersi a nudo.


Com'è nata la tua passione per la musica?


E’ nata all’età di 7 anni, quando ho ascoltato per la prima volta l’album “Miss Mondo” di Luciano Ligabue e non smettevo di cantarlo tutto il giorno e all’età di 9 anni ho cominciato a cantare nella chiesa del quartiere dove vivo tutt’ora.


Quali sono stati i tuoi studi musicali? E i tuoi ascolti?


Ho studiato canto privatamente in molte scuole e accademie locali. Prediligo la musica rock, ma ascolto di tutto lasciando i pregiudizi fuori dal mondo della musica.


È uscito Il tuo album d'esordio dal titolo "Squali bianchi". Ce ne vuoi parlare?


E’ nato come un bisogno. E’ arrivato il momento di raccontarmi, di mettermi a nudo e di trattare temi che mi sono cari, come nel caso di “Squali Bianchi” il brano omonimo dell’album che parla di bullismo e violenza sulle donne. L’idea di base è stata quella di raccontare nella maniera più semplice, sia testuale che musicale, la mia esperienza di vita.


Quali sono i tuoi progetti per il futuro?


In questo momento sono alle prese con lo “Squali Bianchi Tour” che si protrarrà fino all’estate prossima, ma sono già al lavoro per il secondo progetto discografico. Terminata la parte pesante del tour, mi dedicherò esclusivamente a quello.


Riguardo la diffusione della musica inedita nella società attuale. Quali sono le difficoltà per un cantautore di proporre la propria musica ai locali, club, eventi live?


La crisi economica che sta vivendo il nostro paese sta portando ormai da anni i gestori dei locali a preferire la musica commerciale edita, al cantautorato o comunque alla musica inedita. A questo, dunque, dobbiamo aggiungere la concorrenza, nella mia città ci sono decine di cover band ad esempio, e soprattutto il fatto che la maggior parte di queste band si accontentano di un cachet basso o addirittura della sola cena gratuita nel pub, con la speranza di farsi conoscere.  Questo ti porta inevitabilmente a ricevere dei “no” anche se garantisci una buona presenza.


Cosa pensi del futuro della musica?


La musica, come ogni forma di arte, è anch’essa succube della società, per cui il futuro lo vedo sempre più dirottato verso i Talent ed i concorsi, piuttosto che nella classica “gavetta” che oltre a formarti artisticamente e professionalmente ti dona la consapevolezza di chi sei e da dove sei partito. I social, inoltre, ti mettono nella condizione di essere considerato un idolo un giorno ed uno dei tanti il giorno dopo. Non ho la presunzione di ritenere il futuro negativo, ma sicuramente porterà sempre di più l’ascoltatore ad essere più interessato all’artista in sé piuttosto che al contenuto della sua musica.


Che opportunità ti stanno dando il web e i social nel far conoscere la tua musica?


Allacciandomi al discorso di prima posso dire che i social sono stati un trampolino di lancio per tastare un po’ il terreno della musica “virtuale” ed ovviamente sono un ottimo mezzo di comunicazione tra l’artista ed il proprio pubblico. La cosa che rende ancora più piacevole la permanenza sul web è l’affetto che ti trasmettono le persone che ti seguono. Non riesci mai a contraccambiare abbastanza.


Sei iscritto su soundfeat. Cosa pensi di questa piattaforma musicale?


Mi ha dato la possibilità di far conoscere il mio primo inedito in tutta Italia e di conoscere molti altri artisti emergenti, dai quali non ho fatto altro che imparare. Siete un valore aggiunto al web ed io sono contento di far parte di questa famiglia. Un saluto a tutto lo staff di Soundfeat, in particolare a te Angela e colgo l’occasione per ringraziarti.