A pensare che un tempo molto lontano le case discografiche avevano un ruolo non importante, ma importantissimo per il futuro di un artista e quindi della musica. E andavano a braccetto con le radio che a modo loro decidevano le canzoni che avevano il lusso di stare sul podio degli ascolti. Poi man mano le cose sono decisamente cambiate. Per un periodo erano la televisione e i talent a dominare. Ora è lo streaming ad avere la meglio, già da un bel pò in verità, e streaming ci fa immediatamente pensare a Spotify che è uno dei colossi.


Se una volta un artista con il suo staff alle spalle pubblicava un album che vendeva parecchie copie di dischi, oggi lo streaming ha portato a ribaltare la situazione. Non più l'album è il risultato di un percorso musicale, ma ora ad avere la meglio sono i singoli, visto che c'è la crisi discografica, e i cd non vendono più. Quindi le case discografiche fanno solo da cornice, per produrre singoli che potrebbero avere il successo sperato. Ma non tutti i singoli hanno la fortuna di durare nel tempo e in questo caso la conseguenza può essere che gli artisti diventano popstar per un paio di giorni, artisti di cui non sapevi nemmeno l'esistenza.
Pochi fortunati riescono a durare e a sfornare più singoli, fino a un album. E ad avere un importante carriera musicale.


Oggi Spotify e piattaforme simili dominano il mercato musicale. E non solo, influenzano i singoli che verranno pubblicati. E quelli che saranno sul podio attraverso le loro classifiche e playlist.
Basta guardare i giovani per capire e guardare più a fondo a questi cambiamenti. I giovani non ascoltano le radio, non guardano la tv, ma passano il loro tempo sul pc e sugli smartphone. E dove ascoltano la musica? E' molto semplice rispondere, su You tube, Spotify e simili.


Il vantaggio per un artista è sicuramente quello di riuscire ad arrivare a più persone possibili. E senza un grosso staff alle spalle poter lanciare in ogni caso la sua musica, non c'è neanche bisogno di grandi investimenti.
Ma lo svantaggio è che agli occhi degli ascoltatori la musica non sarà poi cosi importante. E' solo un modo per intrattenersi mentre è preso a curiosare sul web. E cosi la musica perderà il suo valore, se non c'è un pubblico che è a conoscenza di certe canzoni e se non c'è un pubblico disposto a comprarla, e se non c'è un pubblico che si rende conto di cosa significa anche solo pubblicare una canzone e che quindi ogni artista merita come tutti i lavori un giusto compenso.


Il problema è che questi colossi come Spotify selezionano a loro piacimento la musica che ''funziona'', un pò come facevano le radio ai loro tempi. E' un pò come quando i giornali selezionano le notizie a discapito di altre, che poi la cosa paradossale è che molto spesso queste notizie non parlano di cose più importanti. Cosi avviene per la musica. Se ci affidiamo solo a quello che secondo queste realtà, come  la radio, la tv, e le piattaforme streaming, può funzionare, vuol dire che ci saranno molti artisti che fanno musiche completamente nuove e innovative... di cui non sapremo mai l'esistenza.


Angela De Gregorio

Leggi anche:

. Fare il musicista di professione: Problemi di ansia, ipocondria e depressione

. Fare cover musicali, quando diventa autodistruttivo

. Perchè gli artisti prodotti nella società attuale sono considerati di minor qualità rispetto al passato