Il confronto con altri artisti può essere una delle cose più utili per chi fa musica.
Ci permette di vedere percorsi diversi, scoprire modi nuovi di scrivere, suonare o produrre, avere idee e nuovi stimoli.
A volte ci sprona anche semplicemente a fare musica.
Quando incontri persone che, come te, hanno la stessa passione, puoi sentirti meno solo e più motivato a continuare.
Gli artisti, inoltre, conoscono bene alcune delle difficoltà che fanno parte di questo percorso.
Conoscono i dubbi, le insicurezze, la paura di non essere abbastanza bravi, la fatica di portare avanti un progetto.
Eppure, proprio tra persone che vivono esperienze simili, può nascere anche la competizione.
Ma da dove nasce?
È un problema degli artisti o c'è anche qualcosa, nell'ambiente che li circonda, che alimenta continuamente il bisogno di confrontarsi?
Sembra tutto una gara
Il mondo della musica è pieno di occasioni in cui bisogna misurarsi con gli altri.
Ci sono selezioni, concorsi, talent show, audizioni, classifiche.
Sono tutte opportunità che possono essere importanti per un artista.
Ma possono anche portare con sé una certa pressione: bisogna dimostrare qualcosa, superare qualcuno, ottenere un risultato.
Poi ci sono i social: Follower, visualizzazioni, like, numeri.
E poi Spotify, YouTube e tutte le altre piattaforme.
Chi ha più ascoltatori? Chi ha più visualizzazioni? Chi è cresciuto di più?
Anche quando non vogliamo, finiamo per guardare gli altri per capire dove siamo noi, e così il confronto può diventare facilmente una gara.
Anche negli ambienti di formazione può succedere.
Un artista può entrare in un'accademia o in un conservatorio per imparare, crescere e confrontarsi con altri musicisti, ma può ritrovarsi in un contesto in cui sente molto forte la competizione.
E quando tutti sembrano dover dimostrare qualcosa, non è sempre semplice sentirsi sostenuti.

Quando il confronto pesa sul proprio valore
Confrontarsi con gli altri è naturale, ci serve anche per orientarci.
Il problema arriva quando iniziamo a usare i risultati degli altri per stabilire quanto valiamo noi.
Se un altro artista ottiene un risultato importante, invece di pensare:
“Questa cosa mi ispira”
possiamo iniziare a pensare:
“Io invece sono indietro.”
Se qualcuno viene scelto e noi no, può diventare:
“Forse non sono abbastanza bravo.”
Se qualcuno cresce velocemente, il suo percorso può sembrarci una conferma dei nostri fallimenti.
In alcuni momenti, soprattutto quando siamo più insicuri, il successo degli altri può essere difficile da vivere senza sentirsi messi in discussione. E può succedere che il confronto smette di essere uno stimolo e comincia a creare malessere.
Un confronto sano
Il confronto, però, non è qualcosa da eliminare, anzi.
Un altro artista può farci scoprire un modo diverso di scrivere una melodia, costruire un testo, produrre un brano o affrontare un progetto.
Può mostrarci qualcosa a cui non avevamo pensato, può anche farci capire che una difficoltà che pensavamo fosse solo nostra viene vissuta da molte altre persone.
Il confronto è utile quando ci permette di imparare, prendere spunti e lavorare sui nostri limiti.
Il problema arriva quando diventa soprattutto un modo per stabilire chi vale di più.
A quel punto l'altro artista non è più qualcuno da cui poter imparare, diventa il nostro metro di misura.

Non stiamo facendo tutti lo stesso percorso
Quello che spesso dimentichiamo è che non esiste un unico modo di fare musica.
C'è chi comincia da bambino e chi scopre la propria passione molto più tardi.
Chi studia in conservatorio e chi impara da autodidatta.
Chi scrive tutti i giorni e chi passa settimane o mesi senza riuscire a finire una canzone.
Chi produce da solo e chi ha bisogno di collaborare con altre persone.
C'è chi sogna i grandi palchi, chi vuole scrivere per altri.
Per questo mettere due percorsi uno accanto all'altro e chiedersi chi sia “più avanti” spesso non ha molto senso.
Ha senso paragonarsi al “noi di ieri” e a chi vogliamo diventare come artisti.
Non stiamo correndo tutti la stessa gara
Potremmo partire da una domanda diversa.
“Cosa posso imparare da un altro artista?”
Se un artista è più bravo di te a scrivere melodie, puoi ascoltarlo e capire cosa ti piace del suo modo di lavorare.
Se qualcuno ha trovato un modo efficace per produrre, puoi farti raccontare come ci è arrivato.
Se un artista pubblica una canzone che ti colpisce, puoi chiederti perché funziona per te e cosa puoi portare nel tuo modo di fare musica.
In questo modo l'altro artista non diventa una minaccia, ma diventa uno stimolo.
Crescere senza sentirsi in gara
Cerchiamo contesti dove il sano confronto è possibile, dove parlare della propria esperienza, ascoltare quella degli altri e condividere anche dubbi e difficoltà.
La competizione probabilmente farà sempre parte del mondo della musica, non si tratta di eliminarla.
Si tratta di fare in modo che non diventi l'unico modo con cui guardiamo agli altri e, soprattutto, a noi stessi.
Un percorso artistico è fatto di tempi diversi, errori, pause, ripartenze e cambiamenti. L’importante è andare avanti nonostante tutto.