Gli artisti propongono copie di qualcosa che funziona, solo per avere una piccola fetta di pubblico - Intervista alla cantautrice La Complice

Gli artisti propongono copie di qualcosa che funziona, solo per avere una piccola fetta di pubblico - Intervista alla cantautrice La Complice

Ilenia Ciarrocchi in arte ''La complice'', è una giovane cantautrice italiana. La sua musica è molto energica, con sonorità pop, indie, elettro pop. Dopo il primo disco pubblicato nel 2018, è a lavoro a nuove canzoni e nuove date live.


Quali sono state le esperienze che ti hanno maggiormente formato?


Sicuramente devo moltissimo alle mie esperienze in sala prove e ai live che ho fatto prima di intraprendere questo percorso inedito. Ho collaborato con molte situazioni e band, alcune di stampo soul e blues, quindi mettersi in gioco e fare lavoro di squadra con altre persone che condividono la tua passione è un percorso molto formativo. Stare sul palco mi ha fatto crescere moltissimo. Ricordo i primi ‘saggi’ a quindici anni, cantavo con le mani in tasca per vergogna, poi mi sono innamorata del palco. Successivamente la stesura di questo disco mi ha formato su tutto l’aspetto autoriale: dalla scrittura dei brani, alla registrazione. Ho lavorato con persone talentuosissime, quindi ho sempre cercato di trarne il massimo, cercando di apprendere il più possibile da loro.


Quali sono i tuoi progetti attuali e per il futuro?


Attualmente stiamo preparando l’uscita del disco d’esordio, fra pochissimi giorni comunicherò la data ufficiale di pubblicazione sulle piattaforme digitali. Abbiamo anche diverse date live in giro per l’Italia: il nostro calendario è in aggiornamento e stiamo fissando delle date a Torino e Milano, oltre a quelle già pubblicate di Recanati e Roma dei prossimi mesi.


Qual è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso le tua canzoni?


In questo disco ho parlato molto di evasione, questo perché volevo comunicare a tutte le persone che si sentono come me -  molto spesso schiacciate dalla routine, dalla situazione in cui vivono - che non sono sole, che anche io mi sento così, e che spesso vorrei scappare via, proprio come loro. Penso che le canzoni servano proprio a creare una coscienza umana che tiene tutti più vicini.


Riguardo la diffusione della musica inedita. Quali sono le difficoltà per un artista che vuole proporre la propria musica ai locali, club, eventi live?


Devo riconoscere che nell’ultimissimo periodo molte realtà stanno accogliendo gli artisti che propongono musica inedita, e di questo siamo tutti molto felici. Tuttavia ci sono ancora moltissimi luoghi che prediligono cover band a musica inedita e questo risulta qualcosa di preoccupante per la scena e che diminuisce la capacità d’ascolto del pubblico. Sono favorevole alle cover band solamente se i musicisti propongono una loro visione dei pezzi, con degli arrangiamenti particolari ed originali, altrimenti sempre meglio mettere su un disco o una playlist, o piuttosto chiamare un dj.


Autoproduzione oggi. Qual è la tua visione?


Credo sia fantastico che tutti possano avere sempre più mezzi espressivi, attraverso un home Recording di anno in anno più sviluppato, ma spero che gli ascoltatori riescano a distinguere prodotti elaborati e di qualità rispetto a brani lanciati sul web senza nessuna ricerca di suono o senza idee. In questo senso spero che le etichette e gli addetti ai lavori siano i primi promotori di una crescita della musica italiana basata sulla qualità. Per ora pochissime etichette indipendenti spingono persone veramente valide. Oggi ci si basa di più sulle tendenze del momento, quindi anche gli artisti (con la a minuscola) propongono copie di qualcosa che funziona, solo per avere una piccola fetta di pubblico, senza capire che arrivano ad un secondo, terzo posto in un mercato già saturo.


In che modo usi il web e i social per la tua attività musicale?


Penso che i social siano uno strumento oramai imprescindibile. Viviamo nella nostra realtà virtuale diverse ore al giorno, ed essere presenti sotto quel punto di vista comincia ad essere più di una semplice partecipazione virtuale. Credo anche che sia un palco scenico dove finalmente il pubblico ha la possibilità di scegliere cosa gli piace in senso attivo, a differenza di sorbirsi le canzoni scelte a tavolino e spinte dalle case discografiche. Ho capito la sua forza ed importanza quando per caso ho scoperto “Roberta Giallo” su Facebook. Mi era comparso un suo brano sulla home e mi sono subito appassionata. Se un artista ci colpisce sul web lo seguiamo, ascoltiamo i suoi brani, andiamo ad ascoltarlo ai live. Quale migliore promozione?


Come vedi il futuro della musica?


Il futuro della musica è trap.

Angela De Gregorio

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