Luca Pitteri è un insegnante di canto, noto per la partecipazione come insegnante di canto all'interno della trasmissione "Amici di Maria De Filippi" su Canale 5. Oggi è Vocal Coach del programma musicale All Together Now su Canale 5 con Michelle Hunziker.

Cosa è cambiato nel tuo lavoro dall'inizio della tua carriera fino ad ora?

Beh se si intende per "inizio della mia carriera" la mia esperienza televisiva ad Amici di Maria De Filippi, sicuramente è stata una grande svolta nella mia vita professionale che mi ha consentito di avere ovviamente grande attenzione e considerazione in tutto l'ambiente musicale, cose che a tutt'oggi perdurano nonostante siano passati 13 anni dall'ultima edizione che ho seguito. Resta comunque il fatto che ci ero arrivato a 40 anni compiuti, chiaro che prima ovviamente avevo fatto tantissime esperienze in molteplici ambiti musicali che probabilmente costituiscono la base di quello che insegno e per cui oggi continuo per fortuna ad essere apprezzato.

Quali sono i tuoi progetti attuali e per il futuro?

Al momento sto registrando la terza edizione di All Together Now su Canale 5 con Michelle Hunziker, in qualità di Vocal Coach dei concorrenti. L'attività di insegnante è ancora la principale nella mia vita professionale. Il lockdown dovuto al Covid mi ha però consentito di riprendere in mano con una certa continuità lo studio del pianoforte classico che è un mio sogno nel cassetto da tanti anni, così come la direzione d'orchestra e la scrittura. Con la maturità ho trovato un sempre maggiore equilibrio nei rapporti con lo strumento e qualche sensibile progresso c'è stato, vediamo se ne uscirà qualcosa. Di certo, quando suono, specie un certo tipo di musica, mi sento sicuramente nella mia dimensione emozionale migliore.

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere agli allievi durante le tue lezioni?

In generale quello che l'essere artista è una faccenda molto più seria e impegnativa di quello che ci vuol far credere un Sistema fondamentalmente preoccupato di creare omologazione e qualunquismo, cose su cui è ovviamente più facile speculare commercialmente. Ma anche che in questa ricerca ci sta una bellezza appassionante ed emozionalmente insostituibile. Cerco di invitarli a scavare sempre, a non accontentarsi facilmente e a cercare di sviluppare ed esprimere la loro personalità attraverso una sempre maggiore e profonda conoscenza del linguaggio musicale, all'interno del quale si pone anche, in parte, il concetto di tecnica, ossia il controllo del proprio strumento di espressione.

Didattica on-line. Qual è la tua visione?

Per ciò che riguarda la didattica musicale, non sono molto favorevole. Quantomeno bisognerebbe avere garanzia innanzitutto di un'ottima e stabile connessione di rete e di ottimi strumenti tecnici per la riproduzione del suono, condizioni tutt'altro che semplici (anche perché costosi) da garantire. Resterebbe comunque il problema della latenza, ossia del leggero ritardo del segnale acustico, che crea notevoli problemi nell'analisi degli aspetti ritmici, fondamentali per la comunicazione musicale in generale. In più, per ciò che riguarda il canto in special modo, il contatto fisico resta comunque (e non solo per ciò che riguarda le problematiche della respirazione costo-diaframmatica) di grande importanza. Quindi in casi di emergenza come quello che abbiamo vissuto e stiamo in parte continuando vivere, possiamo anche accettarlo come surrogato, ma al di fuori di questo lo trovo assai limitante e senza molto senso.

Che consigli daresti ad un aspirante cantante che vuole fare questo mestiere?

Mah... io resto della vecchia idea che prima di tutto bisogna crearsi una preparazione ed un'identità artistica, che è poi figlia diretta di un'identità umana e quindi di un'esperienza di vita. Successivamente, per riuscire a mostrare poi quello che si è (sperando in effetti di "essere qualcosa") ci sono tanti modi: i Talent televisivi sembrano in effetti la via più appariscente, anche se penso possano spesso diventare un'arma a doppio taglio. Oggi comunque c'è anche la rete e, volendo, con tutti i limiti dei caso, anche i Social Network, se ben usati, hanno comunque prodotto dei personaggi.

Cosa bisogna fare per diffondere maggiormente la cultura della musica originale in Italia?

Ahimè... tasto dolente direi... Bisognerebbe fare una vera e propria rivoluzione culturale cominciando da una riforma e da un aggiornamento dei conservatori musicali e di tutte le strutture preposte alla didattica musicale e alla formazione culturale, per continuare poi con l'impostazione delle radio e dei media in generale, incoraggiando la scrittura, ma prima di questa diffondendo e non emarginando ciò che ha prodotto la musica prima di questo periodo abbastanza consumistico e frettoloso.

Cosa ci possiamo aspettare per il futuro della musica?

Sono abbastanza preoccupato. In realtà la situazione della musica non rispecchia altro che la situazione del mondo. Purtroppo vedo un sempre maggiore disinteresse per certi valori sostituiti da un'ossessione compulsiva per denaro, fama facile, vanità, potere, egocentrismo ecc... tutte cose che allontanano gli individui dalla vera essenza del fare arte che è fatta, come per la vita stessa ad un livello evolutivo più alto, di profondità, riflessione, conoscenza e scambio culturale e spirituale. Noto tra i musicisti di vecchia generazione, che hanno avuto il privilegio di poter seguire tutto l'iter della musica popolare dagli anni 50 ad oggi, un certo sconforto. Qualcuno purtroppo si adegua mestamente ai nuovi dettami commerciali, altri, più coraggiosi e lodevoli, cercano di portare avanti dignitosamente un discorso di qualità e di etica. Staremo a vedere chi l'avrà vinta.

Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica & Comunicazione