La gente deve continuare ad ascoltare la buona musica dal vivo - Intervista all'artista Jo Brown

La gente deve continuare ad ascoltare la buona musica dal vivo - Intervista all'artista Jo Brown

Giordano Luigi Bruno, in arte Jo Brown è un artista Rn'b/Soul. Attualmente in studio, sta lavorando al suo nuovo album, che uscirà entro la fine del 2020. Il suo primo singolo ''Mr Brown'' è uscito il 18 ottobre 2019, e anticipa quello che sarà il suo progetto di inediti.

Quali sono state le esperienze che ti hanno maggiormente formato?

Sicuramente i vari concorsi fatti negli anni e i provini sostenuti per la tv o per il cinema. Senza l’esperienza live non avrei mai potuto capire chi sono e cosa voglio fare musicalmente. Allo stesso modo i provini. Quando devi misurarti con il talento è li che tiri fuori la grinta e cerchi di dare il massimo ogni volta di più. Ad ogni no ricevuto corrisponde una fatica in più da fare. Lo studio è importantissimo, soprattutto è importante avere chi ti segue e vuole realmente forgiare il tuo talento.

Hai appena pubblicato un nuovo singolo ''Mr Brown''. Ce ne vuoi parlare? Progetti per il futuro?

Il singolo Mr. Brown è il riassunto dei miei 30 anni di vita e la somma di tutte le esperienze vissute. Questo brano è il mio biglietto da visita e da qui si parte con questo nuovo progetto musicale. Ci saranno diversi singoli nel corso del 2020 e poi un giorno mi auguro di fare Sanremo. Mi piacerebbe trasferirmi anche in America e fare dei live li.

Come mai la scelta di scrivere le canzoni in inglese? Nell'album saranno tutte in inglese?

Scrivere in inglese è stato per me sempre molto semplice. Mi viene naturale raccontare le storie in questa lingua. La musica che suono e che ascolto è puramente soul. Io mi guardo sempre dentro e analizzo il mio io. Il soul è quel genere che ti porta a cantare come se avessi davanti uno specchio. Quando canti per gli altri è come se la tua anima si specchiassi davanti a loro ed è il motivo per cui voglio continuare a fare canzoni. Mi serve per far conoscere il mio mondo interiore, che altrimenti non potrei tirare fuori. Allo stesso tempo, quando devo comunicare un’emozione profonda e voglio che le parole ne siano padrone, allora ho bisogno di scrivere anche in italiano. Quindi nel mio album Mr.Brown ci saranno alcuni brani in italiano, poiché sono innamorato profondamente della nostra lingua madre. Non esiste una lingua così vicino al latino e così ancora profondamente poetica.

Cosa pensi della situazione musicale riguardante i concerti?

E’ importantissimo che in questo periodo di forte virtualità si attiri la gente nei locali. La gente deve continuare a frequentarli e ad ascoltare la buona musica dal vivo. Il digitale dev’essere un accessorio comodo, ma non deve portarti all’isolamento. In America c’è ancora tanto interesse per andare nei pub e ascoltare i nuovi gruppi. Stessa cosa accade in Inghilterra e in altri paesi europei, soprattutto nell’est. In Italia invece, ho trovato grandissima difficoltà per poter suonare nei locali. Molte risposte negative e soprattutto il fatto è che mancano gli spazi per proporsi e per poter far ascoltare la propria musica dal vivo. Invece proprio grazie a portali come Spotify, tanti artisti emergenti hanno potuto far conoscere meglio la propria musica. A mio avviso se la gente avesse la possibilità di ascoltare l’artista nei locali, non avrebbe bisogno di ascoltare una serata di cover.

In che modo utilizzi il web e i social per la tua attività musicale?

Io amo molto le storie di Instagram per raccontare frammenti di vita. Bisognerebbe vederlo come un momento di condivisione dei propri pensieri e dei propri punti di vista con gli altri. E’ molto importante sapersi raccontare anche musicalmente su questi portali. Per farlo bisogna costruirsi i propri contenuti e pubblicarli con criterio.

Come vedi il futuro della musica?

Vedo un futuro rivolto sempre di più al digitale. Non so quanti degli artisti attuali potranno sopravvivere alla costante offerta della rete. Sicuramente chi fa le cose con qualità, avrà l’interesse maggiore su di sé. Quindi credo che la musica abbia subito e subirà sempre di più questa trasformazione da fisico a streaming. I talent stanno piano piano morendo e la risposta è semplice. Come tutti i programmi tv, prima o poi vengono soppiantati da qualcosa di nuovo. La gente è sempre più attratta dai contenuti on demand come Netflix.

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Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica e comunicazione

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