Alessio Gatto è un giovane produttore con tanta voglia di sperimentare e di fare musica. Ha diversi progetti in cantiere.

Cos'è la musica per te?

Domanda scontata ma non facile. Direi che la musica per me è una specie di amico, quell’amico che ti accompagna durante un lungo viaggio in macchina o in qualunque modo, quell’amico che per ammazzare il tempo ti racconta una storia, bella o brutta che sia. Ogni persona ha una definizione diversa per la musica, ma credo di aver trovato la definizione che si calza a pennello con il mio ego, dato che sono praticamente sempre in viaggio, sia per andare a lavorare sia che per andarmi a fare una vacanza, la musica è il mio compagno di viaggio.

Quali sono state le esperienze che ti hanno maggiormente formato?

Sembrerà strano, ma gran parte della mia formazione riguardo al mondo dell’Hip Hop proviene da una serie TV su netflix. Nel 2015 era uscito al cinema il film “Straight Outta Compton” che si tratta del film biografico dello storico gruppo di Los Angeles: gli N.W.A. Da li ho iniziato ad approfondire, limitandomi però a tutte le vicende che giravano attorno a loro. Dopo qualche tempo ho messo da parte questa “fissa” per gli N.W.A. L’anno scorso, circa a novembre del 2019, ero a casa mia con il mio amico Bed, siamo entrati in discorso sull’Hip Hop. In quel momento mi ha proposto di guardare una puntata di “Hip hop evolution” una serie tv su netflix vhe parla di tutta la storia dell’hip hop, dalla sua nascita a New York fino ai giorni nostri. Posso dire che quello per me è stato un colpo di fulmine, ho subito iniziato a comprare qualche strumento che mi permettesse di creare musica, per un’anno mi sono allenato sia come Dj che come produttore. Ultimamente, sentendomi pronto, ho deciso di buttarmi nella mischia, sono già in contatto con diversi artisti, italiani e non, che presto faranno uscire le loro canzoni prodotte da me. Sono davvero felice della piega che ha preso questa storia, non avrei mai pensato che tutto andasse in questa direzione, ora mi sto mettendo al lavoro per cercare di crescere e di essere sempre migliore in quello che nel mio piccolo faccio.

Ci parli dei tuoi progetti musicali attuali e per il futuro?

Tantissimi lavori, come già ho detto sono a contatto con molti artisti anche abbastanza noti, sono già abbastanza felice per essere riuscito a creare uno studio a casa mia, comunque come sogno avrei quello di aprire una casa discografica mia, all’estero magari, ma intanto penso solo al presente, sognare non è vietato ma bisogna anche stare con i piedi per terra ed essere umili, attualmente ho un lavoro che mi piace molto, fatto a posta per il mio tipo di persona oltre alla musica appunto, che mi sta dando molta soddisfazione, sono felice che molti si rivolgano a me per i loro lavori, mettersi a disposizione e vederli rappare sui miei beats.

Quanto conta secondo te la passione, la costanza e la motivazione per avviare una carriera?

Ovviamente conta molto la passione, ma bisogna anche avere il coraggio di andare in contro ad eventuali inconvenienti, non aver paura di buttarsi nella mischia prima di tutto, non farsi abbattere soprattutto, tutti partiamo da 0, anche i migliori sono partiti da 0, io stesso non ho mai avuto nessun tipo di rapporto con questo genere di cose, eppure in solo un’anno sono migliorato tantissimo, mi ricordo ancora quando non riuscivo a mettere mezza nota in piedi e mi demoralizzavo, li capisci che devi spingerti oltre, ed ora sono felice di quello che sono riuscito a fare, la quarantena mi ha aiutato molto ad ampliare la mia cultura grazie a quei tre mesi di lock down dove ho trovato il tempo interamente per la musica. Dietro al mio percorso ci sono anche i miei amici, che mi hanno sempre dato consigli e mi hanno sempre spinto, facendo leva su quello che dovevo migliorare per essere migliore, devo dire grazie anche a loro, CIAOO CAMPETTO!

Quali sono le tue influenze musicali?

Qui ci sarebbe un papiro da scrivere, ma cercherò di essere il più sintetico possibile. A farla breve io ascolto solamente Rap Old School Americano, principalmente anni 90’, dove senz’ombra di dubbio è stata scritta la storia. Come Disk Jokey di sicuro Grandmaster Flash, l’inventore dello scratch, Marley Marl, il re dei campionamenti. Come Rapper ne ho diversi, i miei preferiti sono i Geto Boys con la loro famosissima canzone “mynd playng tricks on me”, poi mi piace molto anche Nas, Wu Tang, Notoriuss, Tupac, la lista sarebbe lunghissima. I produttori soprattutto quelli della East Coast, come Q-tip, Large professor, Pete Rock, perché loro hanno iniziato a creare basi musicali con dei campionatori, campionando nuovi suoni dai vinili, anche io mi sono comprato un campionatore ed è al centro del mio lavoro da produttore, questa pratica si chiama “digging” che consiste nel comprare vinili sconosciuti, campionarli e ricavarne un beat, spesso vada in centro a Treviso in un negozio di vinili per rifornirmi del necessario, e mi piace molto campionare, gran parte delle mie produzioni viene fatto in quel modo. Per farla breve io ho una “fissa” per l’old school Americano, da Eminem a Common, dai Black star ai Tribe called Quest, tutti questi hanno una particolarità che li rende speciali, e così voglio che sia pure per me.

Com’è il tuo rapporto con il web e i social?

Io ho solo Instagram, sono abbastanza attivo, pubblico molte storie per condividere le mie esperienze, però per me non hanno molta importanza, anzi, li uso forse 10 minuti al giorno, anche perché lavoro fino al tardo pomeriggio, esco un pò con gli amici e la sera mi metto a lavorare sulla musica. Però ho in programma di rivoluzionare il mio profilo Instagram, condividere i miei lavori, mettermi a contatto con molti artisti, sono positivo per il futuro, mi chiamerò “DaZ Cat” come nome d’arte, Daz che deriva da Daz Dillinger, un produttore della West Coast che lavorava con Tupac, e Cat che è il mio cognome in inglese, il mio profilo social sarà aperto a chiunque voglia iniziare qualcosa, sono felice di dare il mio contributo.

Cosa possiamo aspettarci per il futuro della musica?

Ovviamente una continua evoluzione, per questo non è facile prevedere il futuro, stanno nascendo moltissimi sottogeneri di qualsiasi stile e genere musicale, perché penso che la musica sia come la scienza, una continua ricerca e sviluppo, sperimentare nuovi sound, nuove tecniche di produzione e di esecuzione, questo è il bello della musica, io posso essere me stesso e farlo a modo mio, potendo creare un nuovo futuro, la musica è libertà di pensiero e parola e tutti hanno il diritto di dire la loro, grazie a questa mia visione posso rendermi disponibile per qualsiasi artista, ne approfitto per dire a qualsiasi artista che legga questo articolo di contattarmi, mi piace confrontarmi con persone uguali e diverse per creare un’atmosfera di collaborazione e amicizia ovviamente, sono a disposizione di tutti.

Volevo ringraziarvi per avermi dato la possibilità di fare questa intervista, grazie mille a tutti voi. Alessio

 

Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica & Comunicazione