Hai deciso di studiare musica, e la prima cosa da sapere per proseguire verso lo studio della teoria musicale è quali sono le note musicali.

Le note musicali sono:

DO RE MI FA SOL LA SI

Se ci aggiungiamo le alterazioni sono 12:

DO DO# RE RE# MI FA FA# SOL SOL# LA LA# SI

In inglese:

C D E F G A B

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Ottava

Le note sono sette (senza le alterazioni che poi vedremo). E dobbiamo dire che quando in una scala troviamo queste sette note, la scala è diatonica.

Ma ritorniamo al significato di un’ottava. Un’ottava è l'intervallo di 8 note posizionate a frequenza diversa nella scala musicale.

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La distanza tra un suono (es. LA) e il successivo o il precedente viene detta Ottava.

Un’ottava si divide in dodici parti uguali. Questi vengono chiamati semitoni.

Prima di proseguire, ti consigliamo di leggere "Teoria & Armonia. Vol 1, 2 e 3" di Andrea Avena, che secondo noi è uno dei migliori e più completi libri di Teoria musicale.

Sistema temperato

Per chiarire meglio questo concetto, bisogna parlare del sistema temperato. Non si è sempre usato il sistema temperato. E in altre parti del mondo è diverso. Da un’ottava all’altra le distanze sono diverse. Cosi come da un tono all’altro. Prima non esisteva la tonalità (maggiore, minore, diesis, bemolle). C’erano i modi: ionico, dorico, frigio, lidio ecc.

Nel nostro sistema musicale occidentale (sistema temperato), l’ottava viene suddivisa in dodici intervalli perfettamente uguali tra loro. Ognuno di questi dodici intervalli viene chiamato semitono, mentre si chiama tono l’intervallo che comprende due semitoni.

I nomi per identificare i suoni sono:

DO RE MI FA SOL LA SI DO

Le note musicali non sono tutte alla stessa distanza tra loro.

DO-RE, RE-MI, FA-SOL, LA-SI distano tra loro un tono. MI-FA e SI-DO distano tra loro un semitono.

Sul pianoforte queste note musicali corrispondono ai tasti bianchi.

Alterazioni

Sono fondamentali i segni di alterazione, cardini del sistema temperato, che consiste nella divisione dell’ottava in 12 parti uguali; tale frazionamento è reso possibile proprio dall’impiego dei segni di alterazione.

Le alterazioni modificano lo stato naturale di un suono e sono:

. # (Diesis) significa che il suono va innalzato di un semitono;

. b (Bemolle) significa che il suono va abbassato di un semitono.

Esistono anche altri simboli:

. x (doppio diesis) che innalza il suono di due semitoni (tono);

. bb (doppio bemolle) che abbassa il suono di due semitoni (tono);

. ♮ (bequadro) che serve per annullare l’effetto di precedenti diesis o bemolli.

Tutti questi simboli vengono chiamati alterazioni o accidenti.

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Le note musicali: Toni e semitoni

I semitoni vanno distinti in naturale, diatonico e cromatico.

Il semitono naturale si definisce tale poiché non richiede alcuna alterazione e si trova fra MI-FA e SI-DO

Il semitono è diatonico quando è costituito da due suoni di nome diverso. Esempio: DO#-RE, SOL-LA

Il semitono è cromatico se è formato da due suoni dello stesso nome. Esempio: RE-RE#, SI-SIb

L’unione di due semitoni (diatonico-cromatico, cromatico-diatonico o cromatico-cromatico) genera il tono.

I toni naturali sono: DO-RE, RE-MI, FA-SOL, SOL-LA, LA-SI.

Il tono è diatonico quando risulta dall’unione di un semitono cromatico e uno diatonico, o viceversa. Esempio: DO-RE (formato da DO-DO# E DO#-RE).

Il tono è cromatico quando è formato dall’unione di due semitoni cromatici. Esempio: DO-DOx (formato da DO-DO# e DO#-DOx)

Da quanto detto finora, si evince che mediante l’uso delle alterazioni, ogni nota musicale può avere tre diverse denominazioni, pur avendo la stessa altezza.

I suoni che hanno stessa altezza, ma nome diverso si dicono:

omologhi, omofoni o enarmonici.

Esempio:

MI# e SOLbb : FA

Fax e LAbb: Sol

Fab e Rex: MI