La musica unisce, e unisce anche una famiglia che condivide la stessa passione per la musica, esattamente un padre e due figli, che hanno unito le forze per comporre musica insieme, fino alla nascita del loro progetto S.R.F

Il progetto è iniziato in un periodo particolare, quello del primo lockdown, erano distanti, ma vicini nell’intraprendere questo percorso. Hanno trovato il modo di lavorare a quello che poi sarebbe diventato il loro primo album dal titolo “The Flame is burning”. È stato un lavoro lungo durato 18 mesi, ma ne è valsa la pena.

Quello che si intuisce ascoltando questo album è che è molto incentrato sul rapporto tra sonorità elettroniche e strumentali.

“Il progetto – afferma Ricky Gobbo - è nato durante il primo lunghissimo lockdown. Da subito è stato chiaro che non volevamo fare un prodotto commerciale; abbiamo unito l'elettronica con i sassofoni e il flauto traverso di Sandro Miori, la tromba, di Diego Ruvidotti, abbiamo aggiunto in alcuni brani la batteria di Alessandro Motta e The Flame is burning è il risultato di questa "pozione". Il disco è nato unicamente per la passione che ci unisce, una passione che si chiama “musica”. Musica con la M maiuscola. Sicuramente l'amore per la musica è quello che ha mosso lo spirito di noi tre, che è lo spirito di questo album.”.

È Sperimentale, c’è una ricerca molto minuziosa e genuina di sonorità, ma con la consapevolezza di voler attrarre sia un pubblico adulto che giovane, come sono giovani Francesco e Stefano.

Insomma, possiamo dire che è un viaggio attraverso la musica sperimentale e contaminata che parte dagli anni ’90 e arriva fino ai nostri giorni. Tra l’altro unisce più generi musicali: Elettronica, Jazz, Bossa nova, Dance, Funk servendosi degli strumenti tradizionali: tromba, batteria, flauto traverso, sintetizzatori, pianoforte, tastiere, chitarre, percussioni.

Un incontro tra generi e ambienti sonori distanti all'interno di uno sviluppo compositivo fluido: durante l'ascolto gli elementi si trasformano continuamente e si ripresentano in forme diverse.

Le tracce, 13 in tutto, passano da momenti di calma “apparente” a tempeste sonore fatte di synth, melodie, ritmi e frammenti strumentali di varia natura.

Da una parte ci sono brani più elettronici come “Berlin”, un brano sperimentale, ipnotico e dark; “C. & .G.”, un mix di elettronica sperimentale che si fonde con la World Music e la Dance Music.

Invisible World” è cupo e allo stesso tempo etnico, ben si sposa con il mood elettronico e sperimentale.

HDR (Haus Der Kraut)” presenta un sound originale e ricercato ma anche rispettoso della tradizione.

Altri brani più Jazz, come “Digital Bossa”, un ibrido tra armonie Jazz e un beat caldo molto rilassato.

Per non parlare di brani più Pop, come “A Flower for You”, malinconico, con una melodia orecchiabile che ti entra facilmente in testa. Ricorda un po' il sound degli anni 90.

Non mancano brani più ritmati come “The Android Is Alive” dal ritmo tribale di percussioni, ha la capacità di attrarre l’ascoltatore, resta vivace e mai banale.

Cortocircuito”, con protagonista il sassofono che diventa accattivante in un ritmo funk, accompagnata dalle chitarre dal suono distorto che aggiungono quel tocco elettronico che contraddistingue l’intero album. Il brano finisce con il suono del sassofono che lo conduce dolcemente alla conclusione.

The Other World” danza su un ipnotico tappeto di percussioni con un richiamo forte alla World Music, creando atmosfere dolci e accoglienti.

Fino ad andare in Oriente con il brano “Oriental Feeling”, che si distacca completamente dagli altri brani e dona un colore nuovo, contaminato e influenzato da suoni tipici dell’Oriente.

Questo album “The Flame is burning” è la dimostrazione che con la musica, anche senza usare le parole, si può arrivare all’ascoltatore. Esso è rappresentato da suoni, effetti, sonorità contaminate che lasciano emergere in superficie le emozioni: commozione, stupore, felicità, malinconia.

Produzione

È stato un lavoro fatto a distanza, visto che ognuno dei musicisti vive in luogi diversi, Francesco vive a Orvieto, Stefano vive a Bolzano e Ricky vive in Trentino.

L’album è stato prodotto da Riccardo Gobbo. Le tracce sono state composte, arrangiate e mixate da Francesco Gobbo e Stefano Gobbo tranne:

“Tubular Bells” composta da Mike Oldfield.

Inoltre, Sandro Miori è Additional Composer insieme a Francesco e Stefano Gobbo dei brani “Cortocircuito” e “Oriental Feeling”; e Diego Ruvidotti è Additional Composer insieme a Francesco e Stefano Gobbo dei brani “Digital Bossa” e “Funk Yourself”.

Copertina Gobbo 1

L’album è uscito il 18 febbraio 2022 ed è disponibile su tutti I Digital Store, Spotify, Amazon Music, YouTube ecc.

Chi sono gli artisti?

S.R.F sono le iniziali dei loro nomi: Riccardo, il padre, e Stefano e Francesco, i due figli.

Il musicista di Bolzano Ricky Gobbo, dopo vari progetti e collaborazioni degli anni 80, sotto vari nomi d’arte Ricky Strehler e Chris Taylor, è tornato con il progetto S.R.F intrapreso con i figli.

Musicisti che hanno collaborato alla realizzazione dell’album:

  • Ricky Gobbo: pianoforte, basso, chitarra, tastiere, percussioni e armonica
  • Francesco Gobbo: batteria, tastiere e composizione;
  • Stefano Gobbo: pianoforte, chitarra, synth e composizione;
  • Alessandro Motta: batteria;
  • Diego Ruvidotti: tromba;
  • Sandro Miori: flauto traverso.
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