Come si leggono le note musicali? Questo è uno dei primi interrogativi che ci poniamo quando studiamo la teoria musicale.

In fondo, è come imparare a leggere. Da dove si inizia? Dall'alfabeto... ed è la stessa cosa anche per leggere uno spartito musicale. Bisogna iniziare dalle note e il pentagramma.

Sappiamo che le note sono 7:

DO RE MI FA SOL LA SI DO

Per rappresentare graficamente le note musicali si usa il pentagramma.

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Le note sul pentagramma

Il pentagramma è come un foglio di quaderno dove appuntare frasi e parole, solo che in questo caso si scrivono le note, che danno un volto alla musica, grazie al quale viene tramandata da generazione a generazione attraverso gli spartiti. Pensiamo ai compositori che hanno fatto la storia della musica. I loro spartiti ancora oggi vengono studiati, eseguiti, suonati. Sono il punto di partenza per un artista che vuole iniziare a capire più a fondo il mondo delle note e della musica… per poi dare sfogo alla sua musica.

Il pentagramma è formato da cinque linee che generano quattro spazi.

Su ogni rigo e in ogni spazio si scrivono le note musicali.

Le note sono segnate sul pentagramma per indicare l'altezza e la durata dei suoni. Entrambe possono essere espresse da un unico segno o possono richiedere segni aggiuntivi, come le alterazioni, che modificano l'altezza; i punti e le legature di valore, che incidono sulla durata.

Le note sulle linee sono MI SOL SI RE FA

Le note negli spazi sono FA LA DO MI

Per leggere le note musicali che sono al di fuori del pentagramma vengo adoperati i tagli addizionali.

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Chiave di violino, note e tagli addizionali

Per capire qual è la zona di frequenze che stiamo osservando si usano le chiavi musicali, dei simboli grafici che servono proprio a farci identificare l’altezza delle note comprese sul pentagramma sul quale stiamo leggendo.

Ci sono varie chiavi musicali, ma prendiamo come esempio una chiave di violino, posta all’inizio del pentagramma. Come si leggono le note sul pentagramma in questo caso?

Le note sulle linee sono MI SOL SI RE FA

Le note negli spazi sono FA LA DO MI

E le altre note musicali? Come si segnano? E’ possibile indicare tutti le note musicali adoperando i tagli addizionali, segmenti di linee aggiuntive al pentagramma che si pongono al di sopra o al di sotto di esso e le sette chiavi musicali.

A loro volta abbiamo note con tagli in gola sopra e sotto il pentagramma.

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Note con tagli in testa sopra e sotto il pentagramma.

La tastiera del pianoforte prevede la ripetizione dei suoni ben sette volte. Il DO che si trova al centro della tastiera si indica come DO3, e in chiave di violino viene cosi segnato:

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Il DO successivo, più acuto si definisce DO4. Quello più grave si definisce DO2.

DOo DO1 DO2 DO3 DO4 DO5 DO6 DO7

Abbiamo accennato solo a una delle chiavi musicali, quella di chiave di violino. Bisogna dire questo perché con un'altra chiave musicale, come ad esempio la chiave di basso, la lettura delle note sul pentagramma è completamente diversa. La chiave di violino è sicuramente tra le più utilizzate e più conosciute, ma bisogna conoscerle tutte e saper leggere quelle importanti per il proprio strumento musicale.

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Come si leggono le varie chiavi musicali?

Imparare a leggere tutti le chiavi a memoria è impossibile. La soluzione è sicuramente quella di leggere le chiavi musicali adatte all’artista per il suo strumento, come abbiamo detto prima ad esempio un violoncellista dovrà leggere lo spartito in chiave di basso; oppure il sassofonista dovrà leggere lo spartito in chiave di tenore; oppure il chitarrista dovrà leggere lo spartito in chiave di violino. In ogni caso oltre a saper leggere la chiave legata al proprio strumento, è importante saper leggere la chiave di violino, che è quella più utilizzata, ed è giusto conoscerla.

Inoltre, bisogna dire che in musica è importante capire il procedimento, memorizzare tutto a memoria è davvero impossibile. Anche per leggere le chiavi musicali, ovviamente quella utilizzata per il proprio strumento leggendola man mano la si legge velocemente. E come leggere un libro, o un testo, inizialmente da piccoli leggiamo lentamente, poi man mano riusciamo a leggerlo velocemente senza pensarci. E lo stesso per le chiavi musicali.

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Una volta che leggere la chiave musicale che si riferisce al tuo strumento sarà facile, per capire come leggere le altre basta sapere che:

Nella chiave di violino, il SOL è il secondo rigo del pentagramma, partendo dal basso. La chiave di basso si legge due toni sopra a quella di violino. Quindi se il secondo rigo nella chiave di violino è un SOL, il secondo rigo nella chiave di basso è un SI; se il primo rigo nella chiave di violino è un MI, il primo rigo nella chiave di basso è un SOL, e cosi via.

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La chiave di tenore si legge un tono sotto a quella di violino. Quindi se il secondo rigo nella chiave di violino è un SOL, il secondo rigo nella chiave di tenore è un FA; se il primo rigo nella chiave di violino è un MI, il primo rigo nella chiave di tenore è un RE, e cosi via.

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La chiave di contralto si legge un tono sopra quella di violino. Quindi se il secondo rigo nella chiave di violino è un SOL, il secondo rigo nella chiave di contralto è LA; se il primo rigo nella chiave di violino è un MI, il primo rigo nella chiave di contralto è un FA, e cosi via.

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La chiave di baritono si legge tre toni sotto quella di violino. Quindi se il secondo rigo nella chiave di violino è un SOL, il secondo rigo nella chiave di baritono è RE; se il primo rigo nella chiave di violino è un MI, il primo rigo nella chiave di baritono è SI, e cosi via.

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La chiave di soprano si legge due toni sotto quella di violino. Quindi se il secondo rigo nella chiave di violino è un SOL, il secondo rigo nella chiave di soprano è MI; se il primo rigo nella chiave di violino è un MI, il primo rigo nella chiave di soprano è DO, e cosi via.

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La chiave di mezzosoprano si legge quattro toni sotto quella di violino. Quindi se il secondo rigo nella chiave di violino è un SOL, il secondo rigo nella chiave di mezzosoprano è DO; se il primo rigo nella chiave di violino è un MI, il primo rigo nella chiave di mezzosoprano è LA, e cosi via.

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Il valore delle note

La durata o il valore di una nota è un suo parametro grafico che indica quanto deve essere prolungato nel tempo il suono rappresentato.

Valori musicali:

. Semibreve vale 4/4

. Minima vale 2/4

. Semiminima vale ¼

. Croma vale 1/8

. Semicroma vale 1/16

. Biscroma vale 1/32

. Semibiscroma vale 1/64

Durata delle note e delle pause:

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Simboli importanti per leggere il pentagramma e le note

Il gambo della nota ♩ va disegnato verso l’alto se siamo nella parte bassa del pentagramma, verso il basso se siamo nella parte alta del pentagramma.

Quando in un passaggio ci sono 2 o più crome in successione, si usa raggrupparle nel modo seguente: ♫ ♬

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Il punto di valore

E’ un simbolo grafico che si pone subito dopo una nota per aumentare il valore della metà. Può anche riferirsi a delle pause.

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Punto doppio: Il primo punto aumenta il valore della nota della metà; il secondo punto aumenta il valore della nota della metà di quello del primo punto.

Punto triplo: Il primo punto aumenta il valore della nota della metà; il secondo punto aumenta il valore della nota della metà di quello del primo punto; il terzo punto aumenta il valore della nota della metà di quello del secondo punto.

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La legatura di valore

E’ una linea curva che collega due o più note. Viene posta sopra o sotto le note interessate.

Esistono vari tipi di legature:

. Legatura di valore: collega due o più note che hanno la stessa altezza sul pentagramma unendo le testoline delle note.

. Legatura di portamento: collega due o più note poste ad altezze diverse sul pentagramma.

. Legatura di frase: è posta su tutta la frase musicale o su una parte di essa.

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Misure, tempi e accenti

La musica viene divisa in misure (o battute) tramite stanghette verticali che dividono il pentagramma in piccole porzioni.

L’insieme delle figure musicali scritte nel pentagramma e delimitate dalle due linee verticali, le stanghette, generano le misure o batture.

La battuta, dunque, risulta essere quella parte di un pentagramma delimitata da due stanghette verticali, contenente un preciso valore di durata musicale indicato quasi sempre da una frazione posta all’inizio del brano; tale indicazione esprime lo schema metrico ritmico della battuta, ed è chiamato tempo.

Vengono utilizzate delle doppie stanghette per indicare le sezioni in cui è suddiviso un brano. Mentre, per suggerire la chiusura di un brano, viene usata la doppia stanghetta di chiusura, formata da una stanghetta sottile subito seguita da una spessa.

Ogni misura si scompone in tempi (o movimenti).

Esempio: ¾: 3 tempi (o movimenti) da ¼

Nella frazione n/d, il numeratore indica il numero dei tempi, mentre il denominatore il valore di questi tempi.

Per quanto riguarda l’accento la parte della frazione che ci interessa è solo il numeratore (il numero dei tempi). Infatti, generalmente si tende a marcare (un poco più forte degli altri) il primo movimento di ogni misura.

Una misura può essere semplice e composta.

Una misura si definisce semplice quando i suoi movimenti vengono suddivisi binariamente. Il numeratore è il numero dei movimenti; mentre il denominatore è il valore dei movimenti.

Si dice composta quando i suoi movimenti vengono suddivisi ternariamente. Il numeratore è il numero delle suddivisioni; mentre il denominatore è il valore delle suddivisioni.

Gruppi irregolari

Si tratta di note espresse con i simboli grafici, i quali viene però posto un piccolo numero (come ad esempio 3 o 5 o 7 ecc) che ne modifica la durata.

Un esempio sono le terzine e sestine.

Può accadere per esigenze espressive di dover inserire in uno o più tempi di una misura semplice delle figure che suddividano ternariamente (anziché binariamente) questi tempi. In pratica è come inserire tre note invece di due note. Non essendoci stato tramandato alcun simbolo grafico per esprimere questa sostituzione si utilizza la terzina. Essa si indica con un 3 posto sopra il gruppo di note.

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Sincope

Si tratta di un effetto ritmico basato su uno o più spostamenti dell’accento; in pratica la scansione ritmica di un suono viene percepita dall’ascoltatore come in anticipo o in ritardo rispetto all’andamento usato di regola in quel determinato tipo di misura.

Le sincope vengono suddivise in:

. Regolari: quando si trovano tra note o pause di uguale valore.

. Irregolari: quando sono situate tra le note e pause di valori differenti.

. Semplici: quando c’è un solo spostamento dell’accento.

. Composte: quando c’è lo spostamento di più accenti.

Corona

E’ un simbolo grafico che sovrapposto ad una nota o ad una pausa ne prolunga la durata indefinitamente.