Da Napoli a Bologna, Ivano Marzocchi continua a fare musica, collaborando con numerosi artisti proveniente da background differenti. Alla ricerca di sonorità nuove, che partono dalle sue radici napoletane, porta avanti il suo progetto ‘’127Rosso’’.

Sei nato a Napoli. Cosa pensi del fermento musicale napoletano?

Si, sono nato e cresciuto a Napoli, nello specifico a Marianella, luogo di grande fermento da sempre così come nel resto delle terre che videro la nascita della dea Partenope. Napoli è stata, è e sarà  un riferimento per tutta la musica e non solo nostrana;  il fermento che si respira oggi (così come a diversi livelli in altri momenti del passato) è un qualcosa di assimilabile ad una sorta di rinascimento che in verità, a Napoli, è un rinascimento continuo. Questo perchè Napoli, con i suoi artisti, è sempre stata in grado di captare sonorità che arrivano da ogni angolo del globo miscelandole e fondendole con la sua tradizione unica ed immortale per creare e dar vita a fusioni inedite che rendono unico il suo modo di interpretare i sentimenti sonori che si rinnovano col passare del tempo e delle generazioni.

E' una città che dà opportunità concrete ad un artista emergente che vuole far musica?

Fare musica a Napoli potrebbe sicuramente rappresentare un vantaggio su tanti aspetti e si fa riferimento al fatto che è uno di quei posti al mondo che gode di un mercato interno ed “indipendente”. Questo aspetto sicuramente fornisce opportunità concrete di divulgazione artistica, ma questo non sempre si traduce in possibilità più ampie sul piano nazionale ed internazionale e questo perchè, il fatto di avere una mercato interno così florido in termini di produzione artistica, a volte può rappresentare un limite che non tutti coloro che meriterebbero riescono poi a superare. Credo sia da auspicare un sempre maggiore interesse delle grandi entità discografiche sul territorio partenopeo, perchè in tanti sono gli artisti degni di un più ampio respiro e questo si traduce in maggiori investimenti sul territorio campano.

Da Napoli ti sei trasferito a Bologna. Come mai? Hai fondato il progetto “127Rosso”.Di che si   tratta?

Il motivo per cui mi trasferii a Bologna fu di tipo sentimentale ma dentro di me c'era anche il desiderio di evolvere la mia esperienza musicale incrociandomi con musicisti provenienti da diversi background. Questo fu l'incipit che diede vita, dopo anni di ricerca, alle persone più idonee ad accostarsi alle mie sonorità, al progetto “127Rosso” (sigla dell'autobus che da Marianella portava a Napoli Centrale e nome d'arte da me già adottato in precedenza) che in sostanza partì dal mio incontro con i fondatori di una entità artistico/culturale (oggi di produzione discografica) che prende il nome di StudioSoundLab Bologna sito nella parte della città nota come Cirenaica. La Cirenaica è una zona di Bologna che fu, tra le altre cose, anche crocevia per artisti del calibro di Lucio Dalla e Guccini (la 'Via Paolo Fabbri 43' di Francesco è a pochi passi dal nostro studio) e dove in pratica sono venuti a convergere, all'interno del progetto, musicisti provenienti non solo da più luoghi della penisola (dalla Lombardia alla Sardegna, dalla Calabria alla Sicilia e ovviamente Emilia Romagna), ma anche da altre parti del mondo (Sud America, Parigi, Dakar etc) creando un “ponte sonoro”  dove si incontrano, come dicevo, diversi background dando così vita ad una fusione di genere dal propellente partenopeo e dalla costante in 'levare'.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Stai lavorando ad un album?

I miei progetti futuri sono principalmente legati proprio alla prossima uscita dell'album intitolato 'NEO' (L'uomo nuovo). Di fatto siamo impegnati in tutte quelle operazione di chiusura e definizione del tutto per poi scegliere, insieme a tutte le entità coinvolte, il momento più opportuno che sicuramente sarà entro il 2019. Oltre a questo, sono in cantiere (in fase più che embrionale), featuring con artisti partenopei con cui desideravo tanto collaborare e quindi credo (e di cuore spero) di poter offrire ulteriori sorprese riguardanti la produzione artistica targata “127Rosso” nel prossimo futuro ma, anche per  la divulgazione di tali notizie, aspetteremo il momento opportuno.

Autoproduzione oggi. Qual è la tua visione?

L'autoproduzione è sicuramente un grande mezzo di liberazione sul piano creativo. Oggi, un artista in grado di “prendere le distanze” dalle proprie (legittime e naturali) aspettative  di carriera e desiderio di affermazione, può sicuramente contare su una cosa che a mio modesto avviso dovrebbe tornare ad essere il fulcro di tutto e cioè creare arte. So quanto è dura vedere i propri progetti che agonizzano in un marasma fatto di cose che con la produzione artistica in senso stretto non hanno nulla a che vedere, ma è proprio in questi momenti che “il creativo” deve volgere il proprio sguardo verso opportunità e mezzi che un tempo non c'erano … tali mezzi sono di fatto in grado di far si che la Mente, l'Anima e lo Spirito (elementi alla base del tutto) possano trovare vie d'espressione più accessibili e praticabili rispetto al passato e questo non può che essere un bene.

In che modo il web e i social possono aiutare un artista a farsi conoscere?

Il web ed i socialnetwork favoriscono sicuramente tanti processi ma sono anche un'arma a doppio taglio. Personalmente, a differenza di tanti miei colleghi, ho un rapporto ancora molto conflittuale con tali strumenti e la ragione, per quanto mi riguarda, è relativa al fatto che sempre più spesso, per attrarre attenzione, si resta impigliati in dinamiche che non giovano all'arte pura (del tipo “parlo più di me che della mia musica perchè cosi la gente mi segue di più” …). Certo, dobbiamo ammettere che siamo ancora ai primordi per quanto riguarda l'approfondimento di tali strumenti ed è proprio per questo che col passare del tempo mi auguro si riesca a trovare un maggiore equilibrio nell'utilizzo di questi nuovi mezzi che, se usati nel modo opportuno, come già abbiamo avuto modo di sperimentare, hanno potenzialità enormi ed indiscutibili.

Come vedi il futuro della musica?

Il futuro della musica è strettamente legato ai giochi di forza delle varie parti in causa; con questo intendo dire che sarà determinato dalle scelte di tutti coloro che concorrono al continuo evolversi del mondo artistico in questione. A volte, come credo tanti, vedo montare una deriva inarrestabile sotto certi aspetti ma poi, andando oltre, mi rendo conto che la musica (quella vera e di qualità) non smette mai di essere prodotta e perseguita e questo perchè resta e resterà un'esigenza indissolubilmente legata all'animo umano. Credo che il futuro della musica sia una conquista in divenire che spero saprà sempre ritagliarsi il fondamentale spazio che le spetta di diritto e cioè quello riservato all'allargamento della coscienza umana che favorisce la nostra reale evoluzione in questo mondo.

Angela De Gregorio