Alessio Mininni, in arte Maninni, è un giovane cantautore italiano. Raccontare il suo mondo e quello che gli circonda è fondamentale nella sua musica.

Quali sono state le esperienze che ti hanno maggiormente formato?

Sicuramente i live, cantare davanti ad un pubblico crea sempre un'esperienza diversa. Per quanto riguarda la scrittura invece son cresciuto molto grazie alle esperienze di vita che mi circondano.

Quali sono i tuoi progetti attuali e per il futuro?

Ci sono dei bei progetti in atto, sono sulla scrittura di brani nuovi con un genere ed un panorama che mi inquadra e mi rispecchia di più.

Autoproduzione oggi. Qual è la tua visione?

Sono sempre pro all'autoproduzione da indipendente, ti da modo di esprimerti come vuoi senza schemi e vincoli. La musica vince sempre, poi è il pubblico a scegliere, indipendentemente dalla pubblicità che c'è intorno.

Cosa pensi del panorama musicale attuale? La musica attuale può essere considerata di qualità?

La musica è come un contenitore ricco di contenuto, come le radio o la televisione. Non è importante l'aspetto del contenitore ma il contenuto. Possiamo fare tanti esempi, ci sono generi musicali che preferisco, è una cosa soggettiva. Non mi piace l'ondata trap che sta prendendo il sopravvento e che porta gli artisti a fare qualcosa di "tendenza". Ci sono artisti molto bravi come Calcutta, Brunori Sas, Coez, e tanti altri, che per quanto mi riguardano hanno un'ottimo approccio con la musica di qualità.

Com'è il tuo rapporto con il web e i social?

Uso i social network solo per passatempo, non ne faccio un uso esagerato. Credo che servano per comunicare qualcosa, un messaggio, la propria arte, le proprie passioni, io cerco di farlo con la musica ma difficilmente parlo della mia vita privata sui social.

Come vedi il futuro della musica?

Il futuro della musica sta prendendo due strade ben differenti secondo me: musica "trash" e musica seria. Vie di mezzo ne vedo poche, si passa dalla Dark Polo Gang al boom di ascolti con l'entrata in gamba tesa di Battisti su Spotify, ne è l'esempio.

Angela De Gregorio