Stefano Bruno è un cantautore italiano. Il suo album di debutto s'intitola "Per le strade del Cielo", uscito il 29 settembre 2020.

Cos'è la musica per te?

Può essere tante cose. Un linguaggio, un ponte che avvicina e riduce la distanza fra me e gli altri. Ma anche una bussola che mi guida, mi suggerisce, lancia segnali e mi indica la strada da percorrere. Quando non ho una direzione o una risposta, arriva lei con una soluzione. E’ una forza che mi muove. Senza musica sarei un automa, apatico e senza emozioni.

Quali sono state le esperienze che ti hanno maggiormente formato?

L’ascolto di dischi e di musica di ogni tipo. Il confronto con altri artisti, i consigli e le critiche di insegnanti, nonché musicisti professionisti, le jam session e un coro gospel. Ogni esperienza che ho fatto è stata a suo modo formativa. Tutto fa brodo e può tornarti utile un giorno, anche il karaoke.

E' uscito il tuo album di debutto “Per le Strade del Cielo”. Ce ne vuoi parlare?

E’ un album che si ispira ai grandi nomi del cantautorato del presente e del passato, ma anche al rock nelle sue varie sfumature. Da un punto di vista più personale è molto di più che un semplice disco. E’ il mio primo passo, l’iniziazione verso qualcosa che non conoscevo e che mi faceva paura: la mia vita e la mia interiorità. Trasuda intimità e timidezza ma esprime anche un bisogno di annullare le distanze con l’altro nonostante le difficoltà di elaborare e comunicare, che formano crepe dentro ognuno di noi. A volte "Per le strade del cielo " rimanda a una dimensione mistica e spirituale, anche se il più delle volte è qualcosa di molto più semplice, uno stile di vita un pò outsider, che altro non è che sognare e stare con la testa fra le nuvole.

Quanto conta secondo te la passione, la costanza e la motivazione per avviare una carriera musicale?

Sono tutti elementi imprescindibili che non possono mancare. La passione è la fiamma che tiene tutto in vita. Senza passione tutto quello che fai arriva agli altri come finto e meccanico. Mi spiace se insegnanti o persone negli anni hanno percepito questo da me solo perchè non riuscivo a lasciarmi andare neanche con me stesso. Prima di ottenere qualche risultato bisogna impegnarsi, studiare e lavorare molto anche su di sé. E quando ottieni qualche soddisfazione, non credere che sia finita. E’ come in palestra. Se non ti alleni ti indebolisci e noterai un calo. Con costanza e determinazione è possibile riuscire a fare progressi e superare ostacoli che credevamo insormontabili, accettare il fatto di cadere, fallire innumerevoli volte, trovando sempre comunque un modo per rinascere sempre e comunque. Senza mollare quando ogni passo che fai in avanti ti sembrerà di tornare due passi indietro.

Qual è il messaggio che vuoi comunicare attraverso le tue canzoni?

Il messaggio che voglio trasmettere è di essere noi stessi sempre e comunque, andando contro tutto e tutti se necessario. La solitudine fa paura soprattutto quando si è giovani o quando si viene emarginati da un gruppo o dalla società. Non snaturatevi per compiacere gli altri. Accettatevi e continuate a cercare quello che vi fa stare bene davvero finché non troverete persone più simili a voi.

Com'è il tuo rapporto con il web e i social?

Conflittuale è la parola più adeguata, anche se ultimamente è migliorato. Grazie al web ho trovato le mie prime band, il mio primo lavoro, il coro gospel e altre opportunità professionali. Il web e la tecnologia in generale, hanno ormai un ruolo di primissimo piano nella vita di ognuno. Il problema è che hanno sostituito ed invaso sempre più in maniera incontrollata la nostra quotidianità, la nostra privacy, fino a condizionare il nostro pensiero, le nostre scelte e i nostri acquisti. E tutta questa ingerenza non mi piace e mi ha sempre fatto paura. Siamo nell’era della comunicazione ma nonostante questo sui social noto sempre più solitudine, che viene fuori in tutti modi. Devo ammettere che alcuni anni fa ero più insicuro ed più dipendente dai social. Oggi li uso più con cautela e in maniera più spensierata.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro della musica?

Che cos’è il futuro se da un giorno all’altro qualsiasi cosa può sgretolarsi? Non mi piace parlare di futuro. Il mio psicologo dice sempre che bisogna vivere senza troppe aspettative. Non ho le risposte a queste domande finché vivremo in questo tempo fuori dal tempo. Di sicuro tutti avremo voglia di riscatto e di emozioni e di musica live. Non voglio pensare a un futuro dove i concerti saranno solo in streaming. Finchè ci sarà vita ci sarà sempre musica e anche quando sarà moderna prenderà comunque spunto dal passato.

 

Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica & Comunicazione