Paolo Buconi è un etnomusicologo e violinista. La sua caratteristica fondamentale? Unire il canto della voce a quella del violino. Tra i suoi ultimi progetti vi è il cd ''Tracce di periferia'' e del trattato ''Suonare cantando al violino''.

Ci parli dei tuoi studi musicali?


Intraprendo lo studio del violino tardivamente, a 20 anni e trascinato dalla passione e dallo studio mi diplomo in violino al Conservatorio, all'Accademia Filarmonica di Bologna col massimo dei voti e successivamente al Conservatorio di Ferrara mi laureo in Alta Formazione Musicale (Musica Applicata).


Quali sono state le esperienze che ti hanno maggiormente formato?


Ho sempre affiancato alla musica classica la mia passione per le musiche dei popoli, prima con la musica celtica, il klezmer, canti della Diaspora Sefardita, della Cultura yiddish e dei Canti Ebraici del Mediterraneo. La musica ebraica, nelle sue varie forme, dal rock al jazz e all'etnomusica.


Ci parli del tuo cd ''Tracce di periferia'' e del trattato ''Suonare cantando al violino''?


Suonar cantando al violino è la mia cifra stilistica e dopo lunghi anni di esperienza mi sono deciso a scrivere questo trattato che mancava ancora al mondo della letteratura violinistica. Il cd nasce dal desiderio di fare un disco in italiano, dopo aver cantato per più di 30 anni in Yiddish, giudeospagnolo, ebraico, aramaico, turco, serbocroato, gaelico e lingua d'oil. Ho quindi raccolto alcune composizioni di questi ultimi anni e dato vita a questo lavoro che raccoglie diversi generi musicali, dal rock allo swing, all'etnozigano, al funky, alla canzone d'autore e altro...


La composizione ha un ruolo fondamentale nella tua vita. Cosa ti ispira maggiormente?


La possibilità di poter creare qualcosa di nuovo che trae ispirazione dalle vicende attuali di problematiche sociali e dell'ecosistema. Ho sempre votato la mia arte all'impegno civico e sociale e soprattutto a tenere viva la Memoria dello Shoah, come figlio di deportato nei lager nazisti.


Quanto è importante lo studio e la costanza per imparare a suonare uno strumento?


Molto importante avere costanza nello studio del violino perchè la percezione tattile sullo strumento è fondamentale per poter progredire. Per imparare a suonare uno strumento ci vuole passione e spirito di ricerca unito ad una ferrea volontà di applicazione giornaliera.


Cosa pensi del panorama musicale attuale?


Domanda alquanto vaga, posso constatare che la musica che va oggi per la maggiore fra i giovani, il rap, il trap e altro è praticamente la scusa per il testo in quanto quasi inesistente o completamente asservita alla prosa. Certo i giovani degli anni 60/70/80 avevano gusti più raffinati in fatto di musica. Oggi il talento è andato disperso e il livello culturale dei fruitori e degli operatori è appiattito dal profitto di cassetta e tutto si combina con la possibilità di avere le conoscenze giuste e un bravo agente organizzatore.


Com'è il tuo rapporto con il web e i social?


Niente male, adopero i social come network, per proporre i miei lavori e diffondere i miei programmi. Non sono assiduo ma ogni giorno guardo se ci sono novità.


Come vedi il futuro della musica?


Bisogna sperare che l'umanità prenda coscienza del valore della cultura e dell'importanza della musica come linguaggio di armonia universale di pace e fratellanza. Temo che l'aspetto commerciale ne deprima il valore culturale.

Angela De Gregorio