Panda Clan è un artista italiano. Il suo singolo d'esordio s'intitola "I Can't breathe".

Quali sono state le esperienze che ti hanno maggiormente formato?

In campo musicale ? Essere stato sbattuto fuori dal gruppo che avevo fondato senza dire nemmeno: “vaffanculo!” e il fatto di sognare molto spesso di avere davanti un palazzetto dello sport pieno e non ruscire ad emettere nessun suono. Nella vita credo, invece, sia il fatto di avere sempre avuto presente di essere figlio di emigrati.

Ci parli del tuo singolo d'esordio "I Can't Breathe"?

L’ho scritto qualche anno fa, fu ispirata dalle ultime parole di Eric Garner che durante il suo assassinio pronunciò 11 volte “I can’t breathe”. Il pezzo era in un cassetto come tutto il progetto, poi parlando con Iasko e Aquadrop abbiamo capito che aveva senso provarci, che i pezzi non facevano troppo cagare e allora: l’ho aperto sto benedetto cassetto! E abbiamo scelto “I Can't Breathe" che poteva essere in singolo giusto per un debutto! Però ci tengo moltissimo a precisare che è stato scritto molto tempo prima dell’omicidio che Floyd. Poi un aneddoto: non dimenticherò mai di essere entrato in studio a registrare le voci, mentre il produttore stava lavorando sull’arrangiamento di “Caruso” di Lucio Dalla, cantata da Jovanotti: come sentirsi uno bulldozer in una vetreria!

E' Accompagnato da un videoclip. Ce ne vuoi parlare?

E’ stata un’idea semplice quanto potente di Naù Germoglio, il regista. Volevamo evitare di fare il video riot in cui si vedono macchine incendiate e poco altro. E quindi ha trovato questa strada molto evocativa, metaforica ma altrettanto potente. Volevamo poi raccontare sia la sofferenza di chi subisce atti di razzismo ma anche che a chiunque manca l’aria in questa società capitalista.

Progetti per il futuro?

Adesso c’è da finire la produzione dei pezzi per l’EP che esce sempre per MalditoRecords a Maggio 2021 e stiamo pensando a delle collaborazioni interessanti. Anzi, devo dirlo anche a quelli del MalditoRecords!

Quanto conta secondo te la passione, la costanza e la motivazione per avviare una carriera musicale?

Conta solo quello. Senza costanza le canzoni e i testi faranno sicuramente schifo. E se lo fanno bisogna accettarlo, e ricominciare. Bisogna buttarci dentro ore e ore … e poi tutto parte attraverso le persone. E li ci vuole molta pazienza, saper attendere, capire quando è giusto fare la telefonata che può cambiare tutto. Mi permetto di dirlo con precisione perché un tentativo solo non basta mai. Penso sempre ai fondatori dei Pearl Jam,Jeff Ament e Stone Gossard, che ci hanno preso solo al quarto tentativo!

Com'è il tuo rapporto con il web e i social?

Sto cercando di capire ancora come si fa un repost. Ma il problema sono io, non il repost. Ero rimasto che si doveva suonare in giro per farsi conoscere! Con il web ho un rapporto di tossicodipendenza come credo l’80% della popolazione mondiale. Il mio corpo ha bisogno di quelle endorfine!

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro della musica?

Boh, davvero, non ne ho la più pallida idea.

 

Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica & Comunicazione