Nella teoria musicale, il circolo delle quinte potrebbe sembrare una cosa difficile da capire, ma non lo è.

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Cos’è il circolo delle quinte?

E’ un grafico utilizzato per mostrare le relazioni tra le 12 note che compongono la scala cromatica. “Circolo” perché seguiamo tutto il percorso costituito da dodici salti di quinta, a partire da una determinata nota, finiamo su una nota uguale a quella di partenza.

Ogni volta che si passa di quinta in quinta (in senso orario, verso destra) si aggiunge un # alla settima della quinta trovata. Viceversa andando a ritroso (in senso antiorario, verso sinistra) si aggiunge un bemolle.

Tutte e 12 le note sono rappresentate, e in senso orario ogni nota è adiacente alla sua dominante, mentre in senso antiorario alla sua sottodominante. Per determinare il numero di diesis e bemolle, che sono inserite in chiave per una determinata tonalità, ci si muove in senso orario per i diesis ed in senso antiorario per i bemolle.

Di seguito il grafico del Circolo delle quinte:

Come possiamo leggere il grafico del circolo delle quinte?

Partiamo dal DO maggiore andando in senso orario.

DO MAGGIORE

Dal grafico notiamo che il DO maggiore non ha diesis, andando avanti per quinta troviamo:

il SOL che ha un solo diesis:

Fa#

poi il RE che ha due diesis:

FA# DO#

poi il LA che ha tre diesis:

FA# DO# SOL#

poi il MI che ha quattro diesis:

FA# DO# SOL# RE#

poi il SI che ha cinque diesis:

FA# DO# SOL# RE# LA#

poi il FA# che ha sei diesis:

FA# DO# SOL# RE# LA# MI#

poi il DO# che ha sette diesi:

FA# DO# SOL# RE# LA# MI# SI#

Sempre partendo da DO andando in senso antiorario. Dopo il DO questa volta procediamo per quarta. Quindi dopo il DO troviamo:

il FA che ha un bemolle:

SIb

poi il SIb che ha due bemolle:

SIb MIb

poi il MIb che ha tre bemolle:

SIb MIb LAb

poi il LAb che ha quattro bemolle:

SIb MIb LAb REb

poi il REb che ha cinque bemolle:

SIb MIb LAb REb SOLb

poi il SOLb che ha sei bemolle:

SIb MIb LAb REb SOLb DOb

poi il DOb che ha sette bemolle:

SIb MIb LAb REb SOLb DOb FAb

Abbiamo, quindi, 7 scale con # e sette scale con b; e una (il DO maggiore) senza alterazioni.

Per le scale minori?

Lo stesso vale per le scale minori.

Scala LA minore naturale

Partiamo dal LAm andando in senso orario. Dal grafico notiamo che il LAm non ha alterazioni, andando avanti per quinta troviamo:

il MIm che ha un solo diesis:

FA#

poi il SIm che ha due diesis:

FA# DO#

poi il FA#m che ha tre diesis:

FA# DO# SOL#

poi il DO#m che ha 4 diesis:

FA# DO# SOL# RE#

poi il SOL#m che ha cinque diesis:

FA# DO# SOL# RE# LA#

poi il RE#m che ha sei diesi:

FA# DO# SOL# RE# LA# MI#

poi il LA#m che ha sette diesis:

FA# DO# SOL# RE# LA# MI# SI#

Sempre partendo da LAm andando in senso antiorario. Dopo il LAm questa volta procediamo per quarta. Quindi dopo il LA troviamo:

il Rem che ha un bemolle:

SIb

poi il SOLm che ha due bemolle:

SIb MIb

poi il DOm che ha tre bemolle:

SIb MIb LAb

poi il FAm che ha quattro bemolle:

SIb MIb LAb REb

poi il SIb che ha cinque bemolle:

SIb MIb LAb REb SOLb

poi il MIb che ha sei bemolle:

SIb MIb LAb REb SOLb DOb

poi il LAb che ha sette bemolle:

SIb MIb LAb REb SOLb DOb FAb

Perché è utile il circolo delle quinte?

Come puoi notare usando il circolo delle quinte e imparando a utilizzarlo mentalmente, è possibile ricordarsi oppure facendo questo calcolo mentale sapere i diesis e i bemolle delle varie scale.

Inoltre il circolo delle quinte si può anche usare per definire le scale: 7 note consecutive adiacenti formano una scala maggiore; 5 note consecutive formano una scala pentatonica.

Il circolo delle quinte è importante, perché ti aiuta a capire tutti i meccanismi armonici e melodici della nostra musica.

  • Aiuta la mente a memorizzare le strutture armoniche complicate
  • Aiuta l’orecchio a intonare suoni per improvvisare

Quali sono i benefici?

1) Conoscere al volo tutte le scale maggiori e minori.

Con il circolo delle quinte hai sott’occhio tutte le scale maggiori e minori in un ordine logico. Man mano aumentano i diesis e bemolle.

2) Padroneggiare le risoluzioni delle dominanti.

Hai sott’occhio tutte le risoluzioni naturali degli accordi di settima (di dominante), e quindi delle dominanti secondarie.

3) Riconoscere al volo la successione armonica tonale più usata da sempre.

4) Ottenere la struttura armonica più naturale che ci sia.