Cosa fare o non fare quando un musicista si propone a un locale. Le 5 regole base

Cosa fare o non fare quando un musicista si propone a un locale. Le 5 regole base

L’essere stato direttore artistico da una parte, ma anche musicista dall’altra, negli anni mi ha arricchito di tante esperienze. Un’innata propensione a esaminare e vagliare quest’ultime, anche discutendole con colleghi sia musicisti che direttori, mi ha portato a sintetizzare alcuni comportamenti che sono deleteri per un musicista che si propone a un locale.


Premesso che chi riceve la vostra email può essere direttamente il direttore artistico o il gestore del locale, bisogna tenere in considerazione che i suddetti riceve centinaia di email al giorno.Questo per dire che è tenuto comunque a rispondervi, se non è un maleducato (a parte alcuni casi dove il maleducato è chi scrive), ma potrebbe avere i suoi tempi. Detto questo:

Quando un musicista si propone a un locale...


1) evitate email lunghissime, dove raccontate la vostra vita, dove avete iniziato a suonare a 5 anni con il maestro tal dei tali. Le mail lunghissime scoraggiano chi ha poco tempo. O vengono cestinate o vengono lette velocemente rischiando di captare solo informazioni poco interessanti o addirittura negative.


2) l’approccio deve essere cordiale, semplice, breve e diretto, evitate di essere fraintesi inserendo frasi che facciano trapelare presunzione, supponenza o troppa sicurezza in se. Anche il contrario non va bene, se non avete fiducia in voi, la deve avere l’interlocutore?


3) prendete, prima di scrivere, qualche informazione sul locale. Ponetevi qualche domanda, che genere fa? In che giorni suonano della settimana? Quanto è grande un locale? Che prezzi ha? Chi si occupa della programmazione?


Vi faccio alcuni esempi che mi sono successi veramente. Parlo di un locale che faceva solo jazz il martedì e qualche volta il venerdì di 40 posti, 30 mq, prezzi economici:“Buongiorno, noi siamo una big band di 30 elementi, vorremmo esibirci da voi”. Ma cari, se è un locale di 40 posti, facciamo un concerto per 10 persone?oppure “Noi siamo la band rock Pincopallino, ci conoscono in tutta italia (mai sentiti), se volete fare un live con noi, siamo disponibili domenica XX a 1000 euro”. Primo, nessuno ti ha chiesto nulla, secondo non facciamo rock, terzo, la domenica è giorno di chiusura, quarto, 1000 euro? Forse un locale con minimo 250 persone potrebbe ammortizzare una tal cifra, forse…o ancora “siamo di Xxxxxx, saremo a Milano dal 15 al 18 agosto, se siete interessati a un live”. Ma anche no, siamo in vacanza, c’è scritto ovunque sul sito, sui social che siamo chiusi ad agosto.


4) se avete scritto una volta a un locale e non vi hanno risposto, è vero, potrebbe essere sfuggita. Va bene, riscrivete, ma non la stessa email con lo stesso oggetto. Cambiate qualcosa se la prima volta non ha sortito effetto. Ma dopo due email, basta. Non otterrete nulla. Peggio ancora se vi hanno risposto che il vostro progetto non interessa. Inutile continuare a insistere.


5) ma torniamo alle informazioni. Come dicevamo è inutile dilungarsi. Dopo un doveroso saluto, dite chi siete, due cose importanti che avete fatto e con chi (non indispensabile) e che genere fate ed elencate i vostri progetti. Due, massimo tre anche se ne avete di più. Potrete proporli in un secondo momento. Mettete i progetti più interessanti basati sulle informazioni che avete preso del locale. Se fanno rock, inutile proporsi con il jazz. Perdete tempo voi e loro.


Queste sono le regole base, che per chi ha un minimo di buon senso sembrano scontate e banali, ma in vent’anni ne ho viste di tutti i colori. Gli aneddoti sull’argomento sarebbero tantissimi.


Ora, come conclusione, non prendete questo come il vangelo, sono solo consigli dettati dall’esperienza personale. Ognuno poi deve sviluppare il proprio modo di approcciarsi, secondo le proprie esperienze e comunque, il mezzo migliore rimane sempre il contatto fisico. Presentarsi al locale è sempre l’arma migliore. Certo, scegliendo il momento giusto… o meglio prendendo appuntamento con il direttore artistico o il titolare solo se quella figura professionale non c’è.

Chi sono?

Mirko Fait, sassofonista professionista, da quasi vent’anni si occupa anche di direzione artistica, con all’attivo la programmazione musicale di numerosi locali in Lombardia e soprattutto a Milano, tra cui il Vanity (BG-2005) il Mirasol (MB-2006), Il Tastevin (PV-2009), Cad café (MI2010), Rane Rosse (MI-2012) il Cinema teatro Trieste (MI-2016), il Caffè Motta 1928 (MI-2017), l’Arabesque (MI-2016-2019), Mimmo Restaurant (MI-2018), per tre anni gli house concert Niccolai e il famoso locale Cantina Scoffone di Milano che ha gestito musicalmente per 5 anni.



Mirko Fait http://italianlivejazz.wix.com/mirkofait
IL MIO ULTIMO ALBUM https://open.spotify.com/album/0j7qRYIs3bNFBc4kMQb3xD

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