Patt Battstone vive a Boston, ma è sempre stato attratto dall’Italia e ha avuto modo di collaborare con artisti Italiani. In questa intervista ci racconterà la musica dal suo punto di vista, dal punto di vista di un musicista che ha studiato alla Berklee College of Music e con grandi Maestri, e che ha fatto molte esperienze significative.

Ci parli dei tuoi studi musicali?

Ho imparato a suonare a orecchio, facendo Ie trascrizioni della musica dei Doors, Emerson Lake and Palmer, Santana, Al Cooper, Jimi Hendrix and Cream (oltre a gruppi blues e rock degli anni 67-72 ). Questo mi ha dato una base per l’improvvisazione e il ritmo. Quando ero al Liceo, abbiamo avuto una Jazz Band bravissima. Il direttore ci ha messo in contatto con grandi musicisti – Gary Burton, Maynard Ferguson, Stan Kenton, Oscar Treadwell. Ci ha portato alle competizione dal St. Louis al Berklee Music School a Boston. Inoltre ero in molti gruppi rock progressivi. Quindi, prima di avere 18 anni, ero già abituato a fare spettacolo. Nel 1973 sono partito per Boston e ho frequentato la Berklee College of Music. A Berklee, imparavo tutte le cose cha mi mancavano – Modes, scales, chordal extensions and voicings, ensemble playing, ear training, Classic and Traditional Jazz Piano (George Shearing, Teddy Wilson) – gli stili. Poco tempo dopo, ho incontrato un grande insegnante di musica classica – Margaret Chaloff e poi, Charlie Banacos – un maestro di jazz. E sono uscito dalla Berklee e ho studiato con loro per circa 3 anni. Intorno al 1978, non potevo continuare a studiare o a suonare (una storia lungo). Ho studiato computers e ho trovato un lavoro al MIT. Nel 1986 ho ricominciato a studiare con Joanne Brackeen a NYC una volta al mese. Ho studiato con lei per 6 anni. Allo stesso tempo ho incontrato Paul Bley, e ho preso un paio di sessioni “consultive”. Ho tenuto un legame con Paul fino alla sua morte nel 2016. In breve ho avuto insegnanti bravi e suono in pubblico da molti anni.

Quali sono state le tue esperienze musicali più significative?

Bella domanda. Adesso direi che ogni volta che suono è significativo. Provo a suonare cose nuove che non ho mai suonato. Quando ero giovane, ho incontrato tutti i giganti del jazz nella mia città , Cincinnati. Grover Mooney, Popeye Maupin, Jimmy McGary, Ed Moss (Fred Hersch ha detto lo stesso di loro) . Alla Berklee ho incontrato molti dei più famosi pianisti – Herbie, McCoy, Keith Jarrett, Horace Silver, e molti altri. Probabilmente l’esperienza più commovente di cui ho fatto tesoro, è seguire Bill Evans per 5 anni. Certo era grande vedere Jimi Hendrix, Clapton, Janice, Zappa, ELP, Yes, Miles, Chick with RTF, Herbie’s Headhunters, Keith with Motian and Haden, Bill, Elvin, Oregon,McCoy, Bley. In quei tempi ci si poteva incontrare in piccoli luoghi.

Sei un pianista americano. Ma hai fatto molti concerti in Italia. Cosa ti ha portato qui?

Ho trovato un CD a casa di Paul Bley . Paul e Tiziana Ghiglioni – Lyrics. Non ho mai ascoltato una cantante cosi. E mi sono chiesto – qual è la situazione musicale in Italia. Presto ho incontrato Daniela Spalletta, Roberto Ottaviano, Gianni Lenoci e altri. Con Lenoci, ho trovato un fratello. E grazie a loro, ho incontrato molti musicisti nelle loro cerchie, che a loro volta erano collegate ad altre cerchie. Per intuizione, sono venuto in Italia 3 anni fa. E ho trovato una famiglia musicale. Ci sono molte persone che mi piacciono e con cui sono vicino. Ogni viaggio in Italia è spettacolare.

Quali sono i tuoi progetti attuali e per il futuro?

Ora sto finendo un CD che è stato registrato in Puglia con miei amici Giorgia Santoro, Chiara Liuzzi, Adolfo La Volpe, Giacomo Mongelli, e Chris Rathbun ( dagli USA ) . E’ l’ottavo CD che rilascerò con I musicisti pugliese. Ora, ho molti CD e spero di fare un tour in Europa. Per il futuro, chissà. Sogno di trovare un piccolo villa (da comprare) vicino a Bari. Mi piacerebbe trasferirmi li. Almeno per una parte dell’anno. Vedremo. Inoltre, mi piacerebbe suonare qualcosa di diverso un domani. Quello che non ho suonato oggi.

Quali sono i vantaggi di suonare in America?

Mi chiedo la stessa domanda. Suono raramente a Boston. La miglior cosa degli USA è che ci sono tanti musicisti qui. A NYC ci sono i migliori musicisti nel mondo. A Boston ci sono le scuole di musica - Berklee (Jazz ) New England Conservatory (jazz and classical) Boston University, Boston Conservatory, Boston College, MIT – tutti hanno dipartimenti di musica. Ma ci sono, anche, molti svantaggi : La vita a NYC è molto cara e difficile. Si deve vivere a NYC (o molto vicino) per trovare un gig. Si deve stare li . A Boston, esiste un circolo chiuso di musicisti che suonano tutti i gigs. Non è davvero una fraternità; è una competizione. Preferisco visitare uno studio di registrazione con miei amici. Imparo di più allo studio che al gig. Possiamo suonare come vogliamo e non dobbiamo interagire con i gestori che si occupano di vendere bevande.

Come vedi il futuro della musica?

Questa è una domanda molto ampia. Finchè ci sono creature viventi sulla terra, ci sarà musica. E ci sarà sempre qualcosa di nuovo. E molte cose passeranno. Ho visto cosi tante ere venire e andare.. the Beatles, Surf music, Hendrix, San Fransisco, Funk, Fusion, Free, 3rd Stream, Electronic. Con Internet e le nuove tecnologie è possibile per tutti fare una registrazione e permettere sul web a tutti di ascoltarla. Questo apre molte possibilità. Ma dà anche spazio a cattivi musicisti ovunque. Come si dice, è un’arma a doppio taglio.

Che consigli daresti a un giovane che vuole intraprendere lo studio di uno strumento musicale?

Insegna te stesso a suonare. E’ come imparare ad andare in bicicletta. Si prova e si prova, e finalmente si va e si riesce a farlo. Inoltre, impara ad ascoltare. (le trascrizioni aiutano molto!). Per imparare, si può trovare un insegnante o una scuola. E’ importante trovare un insegnante che ti capisce. Ci sono due tipi di insegnanti – quelli che ti aiutano a suonare come essere te stessa e quelli che vogliono che tu segua un metodo. Il primo tipo sono essenziali per un giovane musicista. Non bisogno imparare Beethoven per suonare un blues; bisogna che tu abbia la tua voce. Un buon insegnante dovrebbe essere una guida. Dopo che avrai conosciuto la tua voce, saprai cosa ti manca. Poi, una scuola è molto utile. Tutti i pezzi mancanti possono essere trovati. Ma ricorda, i pezzi sono secondari, avere la tua voce è la prima cosa. Un altro importante consiglio è suonare in pubblico . La musica è un linguaggio di comunicazione. Quando suoni, stai parlando alle gente del pubblico. Quando pratichi, stai parlando alle mura.

Angela De Gregorio