I Malbianco sono una band formata da tre musicisti. Consci degli aspetti difficili del lavorare con la musica, sono comunque coscienti dei loro obiettivi e delle loro potenzialità, come delle tante cose positive che la musica può offrire. E, quindi, è questa la direzione che hanno deciso di seguire, quella di portare avanti la loro musica, infatti a breve saranno al loro terzo album di inediti.


Com'è nata la vostra band? che musica fate?


Malbianco è Carlo, Antonio e Alessandro. Malbianco è un progetto nato da un iniziale lavoro solista di Carlo nel 2014, che proprio quest’anno da alla luce il primo e omonimo album. Nel 2015 con l’arrivo della nostra seconda creatura “Bloom Boom”, ci siamo tramutati in un power trio un po’ bizzarro ed inusuale per quanto concerne la classica formazione rock. Di fatti siamo tre chitarristi che con il tempo hanno adattato il loro ruolo in funzione della band. Difficile classificare la nostra musica, in ogni album ci siamo concentrati su aspetti sonori sempre differenti, da un alternative rock più grezzo e tagliente del primo album, a sonorità più elettroniche e sofisticate nel secondo. Nel terzo cambieremo ancora, ma è una sorpresa.


I testi delle vostre canzoni di cosa trattano?


Beh, con due album alle spalle abbiamo avuto molto da dire, e nel terzo ne avremo ancora di più. Non c’è una tematica guida o un tema ricorrente, parliamo solo di ciò che ci circonda, viviamo il momento e lo tramutiamo in musica, felice o triste che sia. Abbiamo abbracciato moltissime tematiche, dal gentismo all’inettezza a vivere, dalla profonda tristezza a tematiche più scanzonate e frivole. I nostri album sono fotografie vivide del nostro vissuto, che puntano a fermare il tempo ad un determinato periodo triste o memorabile.


Quali sono le esperienze che vi hanno maggiormente formato?


Siamo tre persone completamente diverse e non basterebbe una sola intervista per raccontarle tutte. Possiamo però dire all’unisono che i sogni ci hanno fatto rimanere a galla formandoci e non facendoci mai demordere, anche se dopo tanti anni sono ancora nei cassetti e anche se sono sempre più polverosi, facciamo di tutto per tenerli in vita ed a colori, con sacrifici e costanza.


Quali sono i vostri progetti attuali e per il futuro?


I progetti attuali e futuri, in questo istante, coincidono. Dopo un lungo periodo di scrittura, a gennaio 2019 siamo finalmente approdati nel nostro strettissimo studio di registrazione per la realizzazione del nostro nuovo album, il terzo. Molto probabilmente sarà un disco che conterrà undici tracce e avrà sonorità e stili ancora una volta differenti paragonati ai nostri precedenti lavori. Non sappiamo ancora quando uscirà ma diciamo che siamo agli sgoccioli. Da lì in poi l’unico vero progetto futuro e rimettere i piedi sul palco e girare un po’ tutta Italia per abbracciare tutta la gente che ci segue da tanto tempo e ci supporta.


Autoproduzione oggi. Qual è la vostra visione?


Viviamo di “indipendenza” dagli albori. La nostra oltre ad essere una scelta, è un’esigenza. Non amiamo catene e non amiamo il mainstream. Ci piace fare da noi. L’unica cosa che una major potrebbe offrirci sarebbe sicuramente un po’ di visibilità, il che non guasterebbe. Ma ora come ora marciamo dritti sulla nostra strada.


In che modo utilizzate il web e i social per far conoscere la vostra musica?


Internet è stata una manna dal cielo già una decina di anni fa con l’exploit di MySpace. Le cose sono un po’ cambiate da allora, ma è comunque un mezzo che da visibilità e ci fa arrivare nelle case negli angoli più sperduti d’Italia e nel mondo. Utilizziamo molto il web, soprattutto piattaforme come Instagram e Spotify, ma ci potete trovare su qualsiasi piattaforma musicale, potete ascoltarci gratuitamente oppure decidere di supportare il nostro progetto acquistando i nostri dischi da Bandcamp o iTunes.


Come vedete il futuro della musica?


Non siamo i soliti tipi catastrofici che vedono tutto nero o criticoni che si lamentano del “nuovo” solo perché non è affine ai propri gusti. Siamo aperti a tutto, siamo fiduciosi e siamo inclini all’evoluzione. I periodi e gli anni passano con molta leggerezza e sicuramente gli uomini non perderanno l’estro nel creare musica e a dar spazio ai loro pensieri in totale libertà.
Un saluto,
Malbianco

Angela De Gregorio