La dimensione del live rappresenta l’habitat naturale, viviamo per il concerto - Intervista alla band Perchè Mamma ha Paura dei Topi

La dimensione del live rappresenta l’habitat naturale, viviamo per il concerto - Intervista alla band Perchè Mamma ha Paura dei Topi

''Perchè Mamma ha Paura dei Topi'' è una band rock Siciliana. Il loro ultimo lavoro s'intitola ''Tutto qui'', ma già sono proiettati verso nuovi brani originali.


Com'è nata la vostra band e che musica fate?


I Perché Mamma ha Paura dei Topi nascono nel 2014 dall’incontro rinnovato dopo quindici anni di amicizia e sodalizio artistico tra me (Emiliano Balbo - voce e piano) e Roberto Di Fede (chitarra), per lavorare su un progetto di brani inediti. Dopo molti concerti in duo acustico in giro per l’Italia, nel 2016 entreranno a far parte della formazione Gregorio Basilotta (bassista) Antonio Randazzo (chitarrista) e Antonio Amodeo (batterista) anche loro amici prima ancora che colleghi di avventure e disavventure musicali. Il nostro è un rock\pop italiano con influenze di diverso tipo.


Quali sono state le esperienze che vi hanno maggiormente formato?


Beh di esperienze ne abbiamo fatte tante, di sicuro suonare sul palco del Teatro Ariston di Sanremo è stata una bella botta emotiva, cosi come essere ospiti del mitico John Vignola a Music Club su RaiRadio 1 e anche far parte degli artisti siciliani che hanno accolto Papa Francesco in Sicilia ha avuto il suo fascino a prescindere dal credo di ognuno di noi.


Quali sono i vostri progetti attuali e per il futuro?


Adesso stiamo promuovendo il nostro primo album “Tutto qui” uscito proprio questa estate e che trovate su tutti i Digital Stores, promozione attraverso concerti in giro per l’Italia, interviste, ospitate ecc. ma stiamo anche lavorando al prossimo album.


Cosa pensate della situazione musicale in Italia riguardante i concerti?


Allora partendo dal presupposto che per chi come noi fa musica da una vita la dimensione del live rappresenta l’habitat naturale, viviamo per il concerto. Detto ciò in Italia al momento il mercato musicale è “comandato” dagli adolescenti che hanno più dimestichezza con le nuove tecnologie che al momento sono il veicolo principale dell’ascolto musicale quindi i concerti sono per lo più di artisti “social-mente” conosciuti, di cui alcuni veramente bravi ed altri onestamente pessimi, ma è una questione di gusti. Per band e artisti emergenti i festival e i club musicali rappresentano ancora delle belle realtà per farsi conoscere e calcare palchi.


Com'è il vostro rapporto con il web e i social?


Diciamo che il nostro rapporto si potrebbe definire col classico esempio scolastico: “Le potenzialità ci sono ma l’allievo non si applica!”:D… beh dai noi facciamo parte della generazione che ascoltava la musica con il walkman quindi dobbiamo ancora entrare bene in quest’ottica Social-Web.


Autoproduzione oggi. Qual è la vostra visione?


Per iniziare è la cosa migliore secondo noi, anche perché obbiettivamente nessuno investe su te se sei un emerito sconosciuto o non hai una pregressa visibilità ( social, talent, ecc). Triste storia ma aimè nessuno scommette più sul talento se questo appartiene a degli sconosciuti, almeno in Italia sembra essere cosi.


Come vedete il futuro della musica?


Difficile fare profezie, di sicuro l’elettronica sta pian piano quasi monopolizzando il settore musicale ma la musica è bella proprio perché è rediviva e in continua trasformazione, di certo non morirà mai e di certo certe mode vanno e vengono, certi amori ritornano. Tutto Qui!

Angela De Gregorio

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