The Story Tellers è una band punk rock molto affiatata. Le canzoni sono il fulcro del loro progetto. Presto uscirà il loro nuovo album che s'intitolerà come il nome della band ''The Story Tellers''.

Com'è nata la vostra band? Che musica fate?

La nostra band inizialmente è nata come un duo acustico (Pasquale e Salvatore), ma ben presto ci siamo resi contro che ambivamo a qualcosa di diverso e cosi abbiamo cominciato a cercare altri elementi per formare una vera e propria band. Con l'arrivo di Riccardo alla batteria c'è stato un grande salto in avanti e poi sono arrivati Renato al basso e infine Michele alla seconda chitarra. La nostra musica è un mix delle varie esperienze musicali di tutti noi, ma è ovvio che la passione per il rock dall'accordo più melodico a quello più punk ci unisce e per questo adesso ci riteniamo una band punk-rock.

Quali sono state le esperienze che vi hanno maggiormente formato?

Come band siamo agli inizi ma a livello personale ognuno di noi ha avuto esperienze professionali che hanno formato ed influenzato notevolmente il fare musica attuale.

State lavorando ad un nuovo album. Anticipazioni?

Stiamo lavorando al nostro piccolo album di inediti che sarà composto da 8 canzoni. Ad anticipare il nostro album il 14 agosto 2019, è stata trasmessa su Radio Club 27 ''Genova'' (La canzone è il nostro modo per non dimenticare la strage del ponte Morandi). Possiamo dire che le canzoni che faranno parte dell'album saranno l'espressione fedele del nostro modo di essere.

Autoproduzione oggi. Qual è la vostra visione?

Secondo noi l'autoproduzione è oltre che una necessità anche un modo per personalizzare a proprio piacimento il suono che si vuole avere. Purtroppo il mondo della musica ha dei costi che non sono accessibili a tutti se si vuole fare musica ad un certo livello.

Com'è il vostro rapporto con il web e i social?

Al giorno d'oggi è quasi obbligatorio essere sui social se si vuole avere un pò di visibilità. Ma il nostro modo di pensare e di fare musica va nella direzione opposta alla strada dei social. Noi siamo gente affezionata al vecchio Cd fisico da mettere nello stereo e ascoltare a tutto volume. Infatti le nostre canzoni non saranno negli store digitali e l'unico modo per ascoltarle (se non si compra il cd) sarà forse su YouTube.

Ci sono abbastanza opportunità live per una giovane band?

Attualmente ci sono poche opportunità di apparire live per una band, perchè ci sono meno contest o festival di un tempo e i pochi locali che fanno musica dal vivo hanno le loro band che si prenotano mesi e mesi prima. Poi c'è anche da dire che la maggior parte dei gestori dei locali ti chiede ''quanta gente porti''?... che per una band agli inizi rappresenta un grosso problema.

Come vedete il futuro della musica?

Sinceramente lo vediamo molto male. Ci sono pochissime novità e la musica elettronica la fa da padrona. La musica per noi è una macchina che ti appassiona e ti fa entrare in un altro mondo. Ma c'è un aspetto positivo: oggi basta avere un pc e poche altre cose per poter autoprodurre un disco, mentre se si va in studi professionali si spende una follia. Ci riteniamo fortunati ad aver vissuto epoche precedenti a questa e ad aver potuto godere di canzoni come ''Stairway to heaven'' piuttosto che la musica di oggi. La musica è un importante eredità che va tenuta in vita e in un modo o in un altro saremo anche noi a farlo creando sempre nuove canzoni che migliorino la vita.

Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica e Comunicazione