Il cantante e musicista Matteo Kabra Lorenzi ha pubblicato il suo ultimo romanzo "Siero Nero", che parla di un leader di una rock band alle prese con le difficoltà di intraprendere una carriera musicale, tra fama, successo e compromessi. E già alla scrittura di un nuovo romanzo, non mettendo, però, da parte la sua attività musicale.

Quali sono state le esperienze che ti hanno maggiormente formato?

Sono convinto che il percorso formativo di una persona sia qualcosa di straordinario proprio perché è il risultato di una serie di esperienze che, volontariamente e involontariamente, ci troviamo ad affrontare nel corso della nostra vita. Alla fine siamo spugne e come tali assorbiamo il contesto a cui apparteniamo. Nello specifico, ogni scheggia di vita che mi ha coinvolto mi ha portato a sviluppare determinati approcci e sensibilità nei confronti delle situazioni e delle persone. Indubbiamente però la vita condivisa ormai da quasi 25 anni con la mia band (Sesto Elemento) è un tratto determinante per maturare la mia visione della musica e dell'arte più in generale: imparare a condividere idee, svilupparle insieme, discutere, confrontarsi, rispettarsi e a volte sopportarsi è una palestra di vita non indifferente.

E’ uscito il tuo romanzo "Siero Nero". Di cosa parla e cosa ti ha ispirato nella scrittura?

Il mio romanzo trae ispirazione dalla vita vera e vissuta, incrociandola con le illusioni di un panorama musicale che bada ormai troppo al ritorno economico e di immagine, piuttosto che ai contenuti. Si tratta dell'epopea del leader di una rock band che vive, colpevolmente, il dilemma di dover scegliere tra i valori più veri, umili, radicati e il successo, la fama, l'arrivismo a tutti i costi. Il protagonista, in una sorta di volo pindarico, si racconta attraverso gli anni della sua giovinezza, con i primi amori, le grandi compagnie di amici, l'università e i primi approcci con la musica, vera e propria leva motivazionale e ancora di salvezza in molti momenti di sconforto. Il romanzo è una storia avvincente che si snoda su due piani paralleli che corrono su binari che solamente alla fine si incroceranno facendo confluire il tutto in un finale unico. Da una parte c’è il presente, una star del mondo musicale che da subito si capisce aver perso tutto e – per un evento drammatico di cui si scoprirà solo verso la fine – si ritrova a cercare di ricostruire la sua esistenza ripartendo dalle radici ormai perdute, per colpa sua e di scelte sbagliate, causate dalla bramosia di fama e successo. Dall’altra c’è la storia di un ragazzo che, in una sorta di percorso a mo’ di romanzo di formazione, racconta – tra aneddoti divertenti, eventi drammatici, amori vissuti e finiti, amicizie, delusioni e ricordi – gli anni della sua formazione, facendo capire come si sia arrivati a certe dinamiche.

Dove è possibile trovarlo?

Il romanzo “Siero Nero” si può trovare in formato esclusivamente cartaceo sui maggiori store di libri online e sul sito della casa editrice (https://www.publistampa.com/edizioni/prodotto/siero-nero/ )

Nei progetti futuri c'è la scrittura di un nuovo romanzo? E per quanto riguarda i progetti musicali ci puoi anticipare qualcosa?

I progetti futuri fortunatamente continuano in maniera molto prolifica. Ho da poco terminato la stesura del mio secondo romanzo, per il quale ho voluto provare a lavorare su un processo di scarnificazione dell’introiezione. Mi piace evolvermi e cercare di affrontare tipologie diverse di scrittura. Il punto di vista non è più in prima persona, e già questo tende ad allontanare lo stile da un percorso introspettivo, ma in questo caso ho scelto di portare in primo piano gli eventi, i fatti nudi e crudi, spesso scevri da giudizi, lasciando al lettore il compito di costruirsi un sentimento, un moto emotivo verso i vari protagonisti della storia. Il titolo sarà “Kaeru” e racconterà la storia di un incredibile esperimento sociale realizzato su una inconsapevole cavia umana... una sorta di 1984 di Orwell rivisitato in chiave moderna e con sfumature totalmente inattese. Sul piano musicale la scorsa estate con la mia band (con cui facciamo rock italiano di nostra composizione) abbiamo registrato le tracce per il nuovo EP intitolato “Eremo” e autoprodotto, come tutti i nostri lavori. Purtroppo poi le ripetute limitazioni che ci hanno investito dall'autunno ad oggi non ci hanno permesso di trovarci e di andare avanti con la postproduzione. Speriamo vivamente che si possa finalmente riprendere a far ripartire la musica e tutti gli eventi culturali!

Quanto conta secondo te la passione, la costanza e la motivazione per avviare una carriera musicale?

Sono tutte cose che contano moltissimo. Nulla arriva per caso e senza merito, anche se c'è da dire che negli ultimi anni questo processo di crescita e “gavetta”, che formava i musicisti e i cantanti, sta venendo meno con il “cancro” dei talent. In questo caso purtroppo anche gente magari bravissima, ma non pronta, viene catapultata in una realtà totalmente nuova con le conseguenze che abbiamo sotto gli occhi: quanti di questi nuovi artisti riescono a fare un percorso duraturo? Pochissimi. Perché a riempire stadi ci sono sempre e ancora i grupponi o i cantanti di 20 o 30 anni fa? E quando non ci sarà più ricambio generazionale che si fa? Questo è il vero problema su cui dovremmo riflettere in maniera seria e costruttiva per cercare di rigenerare il panorama musicale.

Quali sono i pro e i contro del web e i social?

Qui torniamo ad una tematica che affronto nel mio romanzo, soprattutto quando ripercorro gli anni Novanta... All'epoca riuscire a comprarsi un album era una conquista. Lo si sudava e lo si consumava... che fosse su vinile, musicassetta o su cd. Era pur sempre una conquista e non sembrava vero potersi immergere in un disco, leggendo il libretto, fantasticando... ora il web e i social hanno drasticamente accorciato le distanze e aumentato la velocità di fruizione. Certo la cosa ha molti vantaggi, ci permette di conoscere molti più artisti, dà maggiori possibilità di arrivare alla gente anche più lontana ma questa velocità compulsiva, per chi non era abituato a gustare un album (soprattutto le nuove generazioni) si è ben presto rivelata un boomerang: ora per la maggior parte c'è solo la singola canzone... e magari non è neppure tua, non la possiedi, non sarà un graffio nella tua vita, perché l'ascolti su una piattaforma in abbonamento e ti scivolerà via con troppa facilità.

Cosa possiamo aspettarci per il futuro della musica?

Io credo che il bivio in cui potevamo scegliere come far evolvere in meglio le cose nel panorama musicale lo abbiamo passato da un po' e sinceramente temo che abbiamo preso la strada sbagliata. Però non è mai troppo tardi per tornare indietro. Serve una ristrutturazione, un diverso approccio alla tematica relativa alla “musica”, un maggior focus ai contenuti. Perché il problema non è la musica in sè, ma quella che viene promossa e venduta. Artisti di grandissima qualità ce ne sono davvero tanti, il problema è che si ritrovano a lavorare sempre nel background e probabilmente sottopagati e sottovalorizzati... Il processo da affrontare sarebbe semplicemente quello di portare in primo piano la cultura intorno alla musica e non più vedere in essa un semplice tornaconto economico. Sono tutti aspetti che ho affrontato nel mio romanzo “Siero Nero”, se lo leggerete vi ritroverete sicuramente! Dunque.... buona lettura!

 

Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica & Comunicazione