Violante è una band italiana. L'ultimo singolo s'intitola "Un'altra vita".

Com'è nata la vostra band? Che musica fate?

I Violante entrano in scena nel panorama musicale con un ritorno al Rock suonato, proprio per questo decidono di esordire con un brani registrati in presa diretta, spinti dalla nostalgia della bellezza naturale dei suoni e della musica rock. La band porta in scena il rock italiano raccontando le sfaccettature di un sentimento comune, quello dell’amore, che talvolta può essere arrogante ma sincero come le note di un genere musicale diretto e da tempo dimenticato ma che sta tornando in voga. I Violante sono una rock band nata in Salento, a Lecce, in una piccola sala prove allestita ad hoc per i dopolavoro in musica, lontana dal centro urbano, verso il mare oggi denominato Violante Village dove a Dicembre 2020 hanno appunto registrato i brani oggi disponibili (Nessuna, Veleno e Un'altra vita); quattro amici: Lela Viola, Mauro, Davide e Stamer, legati dalla passione per la musica. Quattro ragazzi che pur amanti di generi differenti, trovano nel rock un punto d’incontro. Pezzi semplici, diretti e dediti a ogni generazione.

Quali sono state le tappe più importanti del vostro percorso musicale?

Diciamo che essendo un nuovo progetto non abbiamo avuto modo di percorrere molte tappe ma d’ altra parte riteniamo che tutto il nostro percorso sia una tappa in continua evoluzione. Suoniamo insieme da 2 anni e quello che ci ha spinti a farlo è la passione per la musica, non avevamo un progetto ben preciso, abbiamo percorso insieme la realizzazione di diversi brani e generi musicali e poi è nato Veleno. In questi due anni di attività infatti ci siamo resi conto che lo stesso nostro modo di scrivere i pezzi è stato in continuo cambiamento. Le sonorità che oggi identificano i Violante non sono sicuramente le stesse dei primi tempi e già questo può essere appunto considerata una tappa al pari di un primo album o di una partecipazione a qualche kermesse importante.

E' uscito il vostro ultimo singolo "Un'altra vita". Ce ne volete parlare?

Un’altra vita nasce in un pomeriggio particolare. Si stava lì a pensare a quanto una vita potesse essere legata o condizionata da altre persone, a quanto possa ferire la fine di una relazione ad esempio, talmente difficile da portare una delle due persone a credere che non ci sia futuro. Ci accorgiamo ad oggi che poche persone riescono a star bene da sole eppur di stare con qualcuno cancellano gran parte della propria vita, personalità etc… ma perché!? Un’altra vita sottolinea il perché non dovrebbe essere così, suona la rivincita di una persona che è capace di voltare pagina e risplendere anche da sola senza dover per forza aspettare. Quindi messaggio importante, in amore non ci facciamo travolgere dagli eventi, c’è sempre un’altra vita che ci aspetta e non sprechiamola! Viva l’amor proprio.

Qual è il messaggio che volete comunicare attraverso le vostre canzoni?

Le nostre canzoni rispecchiano sentimenti ed eventi di vita quotidiana, mettiamo in musica I nostri pensieri, le nostre vicende senza dover per forza pensare ad un messaggio in particolare. Noi raccontiamo, il resto lo fa chi ascolta. Da sempre ognuno fa della musica un mezzo proprio per esprimersi, c’è chi si immedesima in un brano cogliendo e magari non direttamente il vero messaggio, è questo il bello della musica la libera interpretazione anche, noi suoniamo, voi ascoltate e poi se le nostre canzoni riescono a toccare le emozioni delle persone sappiamo di aver fatto un buon lavoro.

Ci sono degli artisti a cui vi ispirate per la vostra musica?

Come dicevamo siamo talmente diversi tra di noi che non riusciremmo a mettere insieme tutti gli artisti a cui facciamo riferimento. Talvolta ci meraviglia il riuscire a tirar fuori dei pezzi che filano. Un viaggio dal rock al cantautorato passando dall’ispirazione di tutti quegli artisti che hanno fatto la storia della musica, questi sono I Violante.

Quali sono i pro e i contro dell'era digitale?

La musica digitale permette di far circolare i propri pezzi in modo più semplice e rapido ma d’altro canto è importante mantenere il vero concetto di musica, quello che ti porta ad acquistare i cd o il vinile di un’artista da poter ascoltare in alta qualità e goderne a 360°. E’ impensabile che debba diventare tutto volatile, immateriale e inconsistente limitando la ricchezza sonora che un album dovrebbe avere e il gusto di poter prendere il disco e farlo girare ogni volta che si ha voglia.

Cosa possiamo aspettarci per il futuro della musica?

Intanto ci aspettiamo che non smetta mai di esistere, ossia ci aspettiamo che non venga mai a mancare quella voglia di ascoltare musica in qualsiasi maniera possibile. In termini di genere crediamo che continuerà a mantenere la sua dinamicità, la musica è senza tempo per cui ci saranno nuovi generi, nuovi suoni ma ci saranno sempre coloro che non potranno fare a meno di mettere in piastra un vinile degli anni 70. La musica è vocazione, emozione e noi non possiamo che fruirne in tutti i modi, quello che conta è non smettere mai di fare musica.

 

Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica & Comunicazione