Il ritmo musicale è uno dei componenti fondamentali di un brano musicale. E per ogni musicista è fondamentale conoscere il suo funzionamento.

Si dice "Il ritmo c'è l'hai nel sangue" che è un modo per dire che alla persona in questione viene naturale andare a tempo. Certamente l'orecchio musicale aiuta a scandire il ritmo, ma c'è anche tutta una parte teorica che è bene conoscere.

Cos'è il ritmo musicale?

Per dare una definizione teorica, il ritmo è il numero di battiti presenti all'interno di una misura o battuta.

Ma che cosa sono i battiti?

Non sono altro che il numero di movimenti presenti all'interno di una misura, e che sono indicati all'inizio del pentagramma accanto alla chiave, e, più precisamente, nel numero della frazione.

All'inizio del pentagramma, infatti, troveremo ad esempio il tempo di 4/4, oppure 3/4 e così via, che stabilisce il tempo dell'intero brano in questione.

I tipi fondamentali di ritmo nella musica sono tre:

  • Binario contraddistinto da due battiti
  • Terziario contraddistinto da tre battiti
  • Quaternario contraddistinto da quattro battiti

Ciò che caratterizza il ritmo è l'accentazione dei battiti.

Accenti forti e deboli

Ogni ritmo è caratterizzato da un'alternanza di accenti forti e deboli. L'accento consiste nel dare risalto a un suono, aumentandone l'intensità.

TipoMovimento 1Movimento 2Movimento 3Movimento 4
BinarioAccento forteAccento debole  
TerziarioAccento forteAccento deboleAccento debole 
QuaternarioAccento forteAccento deboleAccento mezzoforteAccento debole

In Italia, in genere l'accento forte cade sul battere
In Africa, l'accento forte cade sul levare.

Contrattempo

Il tempo nel jazz è molto particolare. Nelle battute di 4/4, gli accenti forti sono sul secondo e sul quarto tempo. Parliamo in questo caso di contrattempo o after beat.

Misure, tempi e accenti

La musica viene divisa in misure (o battute) tramite stanghette verticali che dividono il pentagramma in piccole porzioni.

La battuta, dunque, risulta essere quella parte di un pentagramma delimitata da due stanghette verticali, contenente un preciso valore di durata musicale indicato quasi sempre da una frazione posta all’inizio del brano; tale indicazione esprime lo schema metrico ritmico della battuta, ed è chiamato tempo.

Ogni misura si scompone in tempi (o movimenti).

Esempio: 3/4: 3 tempi (o movimenti) da 1/4

Nella frazione n/d.

il numeratore indica il numero dei tempi

il denominatore il valore di questi tempi

Per quanto riguarda l’accento, la parte della frazione che ci interessa è solo il numeratore (il numero dei tempi). Infatti, generalmente si tende a marcare (un poco più forte degli altri) il primo movimento di ogni misura.

Una misura può essere semplice e composta.

Una misura si definisce semplice quando i suoi movimenti vengono suddivisi binariamente. Il numeratore è il numero dei movimenti; mentre il denominatore è il valore dei movimenti.

Si dice composta quando i suoi movimenti vengono suddivisi ternariamente. Il numeratore è il numero delle suddivisioni; mentre il denominatore è il valore delle suddivisioni.

Gruppi irregolari

Si tratta di note espresse con i simboli grafici, nei quali viene però posto un piccolo numero (come ad esempio 3 o 5 o 7 ecc) che ne modifica la durata.
Un esempio sono le terzine e sestine.

Può accadere, per esigenze espressive, di dover inserire, in uno o più tempi di una misura semplice, delle figure che suddividano ternariamente (anziché binariamente) questi tempi. In pratica è come inserire tre note invece di due note. Non essendoci stato tramandato alcun simbolo grafico per esprimere questa sostituzione si utilizza la terzina. Essa si indica con un 3 posto sopra il gruppo di note.

Sincope

Si tratta di un effetto ritmico basato su uno o più spostamenti dell’accento; in pratica la scansione ritmica di un suono viene percepita dall’ascoltatore come in anticipo o in ritardo rispetto all’andamento usato di regola in quel determinato tipo di misura.

Le sincope vengono suddivise in:

  • Regolari: quando si trovano tra note o pause di uguale valore.
  • Irregolari: quando sono situate tra le note e pause di valori differenti.
  • Semplici: quando c’è un solo spostamento dell’accento.
  • Composte: quando c’è lo spostamento di più accenti.

Corona

E’ un simbolo grafico che, sovrapposto ad una nota o ad una pausa, ne prolunga la durata indefinitamente.