Patrizio Castiglia è un violinista, compositore e insenante italiano. Il suo ultimo lavoro "Pizzicato Science Suite" è una raccolta di brani strumentali per 5 violini.

Cos'è la musica per te?

La musica è una ricerca, un modo per crescere, per cercare di migliorare se stessi ed il proprio rapporto con gli altri. Credo che spesso si sbagli nel definirla soltanto un'arte. Per chi ha seguito un percorso similare al mio la musica è anche una disciplina, come la danza, qualcosa per cui c'è bisogno di impegnarsi in modo costante e nei confronti della quale non si può barare. Certamente è un linguaggio, è comunicazione, ma se non studi la tecnica (strumentale, vocale, compositiva) le “parole” non usciranno nel modo giusto e risulteranno meno comprensibili. Se non conosci abbastanza avrai poche cose da dire e poche risposte da dare a te stesso e agli altri. Insomma non è di sicuro la cosa più importante della vita, ma è qualcosa di molto, molto serio.

Hai lavorato a nuove composizioni strumentali per 5 violini. Ce ne vuoi parlare?

Certo! "Pizzicato Science Suite" è una raccolta di brani strumentali per 5 violini ispirata alle invenzioni, alle avventure ed ai pionieri che con il proprio lavoro e la propria ricerca hanno provato a cambiare la storia dell'uomo. La suite è in continua evoluzione e per adesso è composta di tre brani pubblicati infatti come singoli e non ancora ufficialmente raccolti in un album. Potete ascoltare questi brani su Spotify ( https://open.spotify.com/playlist/58xWWFdEwHkiSWxKGOF2Um) oppure sul mio canale youtube dove trovate anche i video clip di due dei tre brani, “Message to M13” e “Emersion (Underwater canon)”, che compongono la suite ( https://www.youtube.com/playlist?list=PLhZbH6wrthnInTwWUXByjPoZh-bZeq0jJ )

Sei il fondatore ed il coordinatore del collettivo radioStorieNote. Di che si tratta esattamente?

Siamo un collettivo, un insieme di professionisti provenienti da diversi ambiti artistici con la passione per il racconto e per la musica. Produciamo fiabe, storie, e racconti musicati e sonorizzati per piccini e per grandi. “radioStorieNote” è principalmente un canale Youtube ma siamo presenti anche sui social. Alcuni dei nostri contenuti sono anche da vedere ma ci piace l'idea di poter ascoltare ed immaginare senza per forza essere condizionati da quel che vediamo, da qui il nome che richiama la radio. Ma cosa significa esattamente fiabe musicali o sonorizzate? Significa che la musica e le parole sono in continuo dialogo e la musica non è soltanto un sottofondo. Le musiche per le nostre storie sono scritte in una partitura (oppure improvvisate) appositamente per quella storia, per quella voce e per quell'attore o attrice. Non usiamo brani di altri compositori e non facciamo collage di musiche. Quest'anno in occasione del centenario Rodariano abbiamo pubblicato “Due favole senza filo” due deliziose favole tratte da “Favole al telefono” del grande Gianni Rodari. Link per il canale “radioStorieNote” https://www.youtube.com/channel/UCrxRV38rK-9hO8eccTWPEmw

Progetto per il futuro?

Di sicuro tornare quanto prima ad esibirmi dal vivo con i miei attuali progetti. Spero di riuscire ad ampliare il pubblico dei progetti già esistenti e vorrei cercare nuove forme di collaborazione con quelle persone (o enti) che avranno voglia di dedicare il loro tempo e le loro risorse a realizzare qualcosa di originale. L'arte e la musica vivono di collaborazione e condivisione, la danza e l'animazione sono da un po' di tempo al centro delle mie attenzioni. Questi potrebbero essere i buoni propositi per il 2021.

Questo momento delicato che stiamo vivendo è stato in qualche modo produttivo per te?

Le mie produzioni hanno sempre un “tempo di gestazione” piuttosto lungo, ho bisogno di pensare molto a quello che faccio e non credo molto nella creatività “di getto” soprattutto considerando il mio lavoro non propriamente appartenente al genere “leggero”. Quindi, per rispondere alla domanda, sì, è stato abbastanza produttivo. Stare a casa lavorando “solo” come insegnante (online ovviamente) mi ha dato tempo di pensare, progettare ed impostare il lavoro per i mesi che verranno. Ho “conosciuto” nuovi musicisti e con qualcuno abbiamo anche collaborato a distanza divertendoci molto. Ad esempio c'è un brano, “Tundra”, che è nato proprio durante il lockdown di marzo e al quale sono molto affezionato. E' stato un gioco, secondo me ben riuscito, con la violoncellista Matilda Colliard, un canone a 4 voci (per 4 violoncelli) che credo renda bene l'atmosfera che si respirava in quei giorni. Link per “Tundra”: https://www.youtube.com/watch?v=3NO0fxCrYb8

In che modo il web e i social possono essere utili per un musicista?

Prima di tutto credo che il lavoro di un musicista, in particolare quello di chi compone, sia simile a quello di un ricercatore. L'unico modo di lavorare in modo intellettualmente onesto è quello di conoscere e studiare prima ancora di produrre. Da questo punto di vista il web ha aperto molte porte e ha reso più facile, rapido ed economico accedere alle opere, per esempio, dei grandi compositori. Ci sono siti specializzati in cui si possono scaricare in pochi click partiture di migliaia di opere, sinfonie, musica da camera e persino arrangiamenti e trascrizioni. Per quanto riguarda i social invece, se ben sfruttati, possono agire da cassa di risonanza anche se non sempre la popolarità social corrisponde alla qualità del lavoro. Qui però entrano in gioco molti fattori diversi, di cui non ho molta conoscenza e preferisco non addentrarmi nell'argomento, certamente possono essere un grande aiuto.

Cosa possiamo aspettarci per il futuro?

Spero tanta musica e più serenità. Veniamo da un periodo difficile e considerando le condizioni già pessime in cui versava il mondo della cultura anche prima della pandemia ci sarà bisogno di rimboccarsi le maniche. Ci sarà bisogno di lavoro ma al tempo stesso di tanta onestà e obiettività. Se vogliamo che i musicisti siano riconosciuti come categoria di lavoratori seri e socialmente utili ci sarà molto da fare. Parlo di lavoro nero, di organizzatori che cercano escamotage per risparmiare e di musicisti che lavorano senza partita iva, contratto e senza pagare tasse. Il discorso è davvero complesso. Sono convinto che, in molti casi, chi lavora “a rimborso”, senza agibilità e senza emettere fattura farebbe volentieri in modo diverso. Sono convinto anche che molti accettino questo modo di lavorare perchè sembra l'unico modo di mettere insieme uno stipendio che gli consenta di arrivare in fondo al mese. Credo però che lo sforzo debba essere di tutte le parti: della politica, degli organizzatori e dei musicisti. Per il resto, ripeto, spero in tanta musica e molta più serenità.

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Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica & Comunicazione