La band Sound Zero è pronta per fare un salto di qualità, quella di diffondere i suoi brani inediti. Intanto le esperienze live non mancano, tra cui l'esibizione sul palco dell'Ariston per ''Sanremo Rock'' e l'apertura di numerosi concerti.


Com'è nata la vostra band? Che musica fate?


La band nasce nel Maggio 2015, in Molise, come cover band che reinterpreta i brani rock che hanno segnato la storia della musica. Siamo 5 ragazzi molisani (Gioacchino Occhionero- voce, Mattia Fratangelo-chitarra, Dino Petrucci-batteria, Rodrigo Galasso-basso, Simone Pipoli-chitarra), con una passione comune: il rock. Nel 2016 decidiamo di trasformare la nostra cover band in un progetto un po’ più ambizioso: da qui nasce l’idea di un inedito e la voglia di metterci nel nostro nell’interpretare brani non nostri. Lo scorso Giugno abbiamo avuto la possibilità di esibirci sul palco dell’Ariston per partecipare alla manifestazione "Rock & trend", meglio conosciuta come Sanremo Rock, nata nei primi anni 80 e che ha rappresentato il trampolino di lancio per tantissimi artisti di fama internazionale come Litfiba, Bluevertigo, Bennato, Carmen Consoli e tanti altri. In questi anni abbiamo avuto la possibilità di aprire i concerti di alcuni grandi artisti: a maggio abbiamo avuto l’onore di aprire il concerto di Pino Scotto e nel 2016 per i Dire straitslegacy (band originale dei fratelli Knopfler). Lo scorso gennaio abbiamo lanciato il nostro singolo "Piece of me" su Youtube, Spotify e tutte le piattaforme digitali; su Youtube è disponibile il video del brano. Siamo stati anche ospiti di Radio Delta 1 che ci ha dato la possibilità di pubblicizzare in qualche modo la nostra musica. A breve saremo in tv  in un talent Mediaset per proporre il nostro progetto musicale in attesa e con la speranza di far produrre il nostro primo album musicale. Siamo cresciuti ascoltando i grandi del rock come i Queen ed i Guns'n Roses. Abbiamo ricercato nel passato la musica in cui ci identifichiamo e che ci ha permesso di evadere dalla realtà musicale dei primi anni 2000 che poco rispecchia il nostro modo di vedere la musica.  Band come The Darkness e Muse sono state di grande ispirazione per noi.


Quali sono state le esperienze che vi hanno maggiormente formato?


Abbiamo deciso di provare a trovare visibilità tramite Sanremo Rock ed il talent targato Mediaset continuando però a fare musica nel nostro stile senza farci influenzare. Sicuramente il Sanremo Rock è stata una bellissima esperienza perché ci ha dato la possibilità di confrontarci con grandi artisti.


State lavorando a un progetto di inediti. Ce ne volete parlare?


Abbiamo un album finito contenente 10 brani (9 in inglese, 1 in italiano) pronto per essere prodotto. Abbiamo ricevuto qualche offerta di produzione da parte di etichette discografiche indipendenti ma forse non ci sentiamo ancora pronti per tirarlo fuori perché è un progetto importante e bisogna capire la giusta collocazione. Ci piacerebbe che la nostra musica, ma più in generale il rock, tornasse ad essere un prodotto mainstream perché ultimamente è sempre più di nicchia. L’ album è suddiviso in diversi generi ma la base è sempre rock, si potrebbe definire adatto a tutte le stagioni poiché ci sono diversi sentimenti ed argomenti all’ interno, che spesso risultano anche in contrasto fra loro ma che sicuramente rispecchiano gli stati d’animo di ognuno di noi. In sostanza, si passa dal cazzeggio più totale ad argomenti seri come la difficoltà di vivere in una società vuota e in cui tutto ruota quasi esclusivamente attorno all'apparenza.


Autoproduzione oggi. Qual è la vostra visione?


Dipende cosa produci, in Italia può essere una soluzione per (passateci l'espressione) mandare a quel paese un mercato musicale che spesso non ti permette di produrre quello che fai. Sul territorio nazionale, la più grande difficoltà che una band come la nostra incontra è che se proponi il tuo progetto di inediti trovi poche possibilità per fare serate ed esibirti mentre in molti altri Paesi, soprattutto i pub offrono un sacco di possibilità alle band originali.


Com'è il vostro rapporto con il web e i social?


I social sono importanti specialmente per chi, come noi, viene da una piccolissima realtà (spesso sconosciuta). Bisogna curare l’immagine social ed investirci del tempo perché sono un ottimo bigliettino di presentazione.


Cosa pensate della situazione musicale in Italia riguardante i concerti?


Trovare i contatti giusti per poter riempire palazzetti e suonare ovunque è davvero difficile. Soprattutto per band come noi che fanno rock in inglese e per le quali sembra sia più facile trovare fortuna all'estero anziché in Italia. Al contrario, per musicisti internazionali sembra più facile, quando suonano in Italia rimangono positivamente impressionati dal pubblico italiano che è davvero caloroso con loro.


Come vedete il futuro della musica?


Bisognerebbe far tornare di moda la vera musica, quella che emoziona e unisce, pubblicizzarla o a breve ci sarà solo roba digitale ed il musicista scomparirà pian piano. Crediamo che il digitale possa essere utile ma solo come supporto alle chitarre distorte e agli acuti di potenza. Ciò che ci auguriamo per il futuro è che torni in voga il rock e ciò che possiamo dire è che noi faremo di tutto per dare il nostro contributo alla salvaguardia del rock.

Angela De Gregorio