Hebone è un giovane artista. Il suo ultimo singolo s'intitola "Non è mai abbastanza".

Quali sono state le esperienze che ti hanno maggiormente formato?

Sono un ragazzo che viene da un contesto molto umile, sono nato e cresciuto nelle Favelas in Brasile. L’esperienza che mi ha formato maggiormente è stata quella in orfanotrofio, credo che quel vissuto abbia influito in maniera decisiva sulla mia formazione, facendo per così dire da scheletro, mentre tutto quello che è arrivato dopo è servito per completarmi. Mi sembra quasi di aver vissuto due vite, in effetti è proprio così, dopo l’adozione ho riavuto tutto quello che prima mi era mancato, ma non dimentico nulla, perché quello che ho passato mi ha reso la persona che sono ora.

E' uscito il tuo nuovo singolo “Non è mai abbastanza”. Ce ne vuoi parlare?

Si è uscito qualche giorno fa, precisamente il 12 Marzo. “Non è mai abbastanza” è uno dei pezzi a cui sono più legato, l’ho scritto in un momento di rabbia, infatti le prime parole che ho scritto sono state “voglio urlare fino a spaccarmi i timpani” che per l’appunto è anche la parte più emozionante e più forte del brano. Il senso che gli ho dato io è antitetico, anche se le urla sono considerate come liberatorio , in questo caso il mio urlare è una cosa interiore, una richiesta di comprensione reale e intima, della persona e dell’arte. Solitamente sono un tipo loquace, quindi fa strano quando magari dico nei pezzi che parlo poco, significa proprio questo, ossia parlare ma senza esprimersi realmente, che equivale a non parlare. Non è mai abbastanza ha un doppio significato, significa che qualsiasi cosa tu possa fare non sarà mai abbastanza per lasciare un segno indelebile, perché tutto è destinato a finire prima o poi, non è pessimismo ma un dato di fatto, insito nel concetto di vita. L’altra faccia della medaglia, è che proprio per questo motivo, niente è così irrimediabile perché è tutto futile se ci pensi, qualsiasi cosa tu faccia ad un certo punto della tua vita, in vecchiaia per esempio, non avrà più alcuna importanza. Il pezzo è un viaggio dalle sonorità molto eleganti, diverso da quello che va di moda ora, forse è uno dei motivi per cui l’ho rilasciato, perché è sui generis, diverso rispetto magari alla Drill che va per la maggiore in questo periodo.

Progetti per il futuro?

Onestamente sto lavorando al mio primo disco, lo stimo concludendo proprio in questo periodo e sono veramente felice, è un progetto che grazie al mio team, sta venendo fuori meglio di quanto potessi sperare. Però ancora non è il momento giusto per farlo uscire, ne riparliamo dopo l’estate, nella speranza che passi tutto sto casino per il COVID.

Quanto conta secondo te la passione, la costanza e la motivazione per avviare una carriera musicale?

La passione è la scintilla, ma i veri motori secondo me sono la costanza e la determinazione, senza questi due fattori resterai sempre un ragazzo con del potenziale. Ho lavorato e sto lavorando duramente alla mia musica, mi sento di essere cresciuto e di poter crescere ancora moltissimo, ce la sto mettendo tutta, perché ci credo nella mia arte e spero che un giorno possa diventare il mio lavoro.

Qual è il messaggio che vuoi comunicare attraverso le tue canzoni?

Onestamente non ho un messaggio vero e proprio, ma un giorno vorrei poter essere d’esempio per i ragazzi, dimostrando loro che non c’è nulla di impossibile se lo desideri veramente. Spero di riuscire in questo intento, dimostrando tutto questo in primis a me, perché non è facile riuscire a mantenere sempre il focus, soprattutto se dopo tanto lavoro i risultati non arrivano.

Com'è il tuo rapporto con il web e i social?

Se fosse per me mi cancellerei, vedo troppa cattiveria e troppe cose futili, odio le apparenze, ma purtroppo non posso cancellarmi, il mio lavoro richiede anche la presenza sui social. Raramente condivido qualcosa di personale, mi limito a postare contenuti riguardo alla musica, perché non mi piace mostrare troppo la mia vita privata.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro della musica?

Ho l’impressione che si sia arrivato ad un punto quasi morto, ci vorrebbe qualcosa di innovativo, ormai il mercato è saturo. Nel mio piccolo sto cercando di fare qualcosa di diverso, sto cercando di sperimentare, anche a livello di testi. Mettendo dei pezzi conscious su delle sonorità su cui di solito si sentono dei testi più leggeri. Alla fine sono sicuro che ci sarà un nuovo trend, magari ci vorrà del tempo ma sono certo che prima o poi arriverà qualcosa di innovativo, sono solo cicli.

 

Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica & Comunicazione