Le mie canzoni sono come degli episodi di una serie tv che non si sa quando finirà - Intervista alla cantautrice Renza Castelli

Le mie canzoni sono come degli episodi di una serie tv che non si sa quando finirà - Intervista alla cantautrice Renza Castelli

Renza Castelli è una cantautrice dalla personalità molto particolare e creativa. Il suo viaggio alla continua scoperta di se stessa continua, aggiungendo un tassello alla volta alle sue esperienze. Tante importanti, dalla partecipazione al CET di Mogol a X Factor, dai concorsi musicali, fiere ai concerti.


Quali sono state le esperienze che ti hanno maggiormente formato?


Ho iniziato a suonare in giovanissima età per poi riprendere intorno ai 20 anni. Di questo mio grande amore sono riuscita con innegabili sacrifici a farne un lavoro, scontrandomi sempre più inevitabilmente con i miei limiti e le mie paure. Scalando la montagna delle possibilità ho avuto la fortuna e il privilegio di potermi confrontare in più occasioni. Le esperienze che senz’altro mi hanno arricchita maggiormente sono state molteplici tra cui poter partecipare alla fiera di Cremona Mondomusica facendo uno showcase per EastmanGuitars, la partecipazione al concorso Tour Music Fest che mi ha permesso di aggiudicarmi una borsa di studio per il CET, la scuola del Maestro Mogol e infine, ad oggi (ottobre 2019) beh XF! Questi, per adesso, sono i mattoni più grandi della mia casa, ma la formazione costante è poter godere del lavoro altrui, ascoltando, imparando, studiando costantemente.


Hai partecipato al Talent show X Factor. Come hai vissuto il rapporto con la giuria e con gli altri colleghi?


Credo di essere stata molto fortunata. In generale devo dire che è stato come essere a scuola quindi dal canto mio a 30 anni compiuti, posso solo dire che ogni confronto è stato molto sano e di crescita. Anche se ci sono dinamiche lavorative necessarie all’interno del programma che prevedono ruoli e azioni di “gioco” (perché non dimentichiamoci che è uno gioco, uno show tv), ho sempre filtrato ciò che mi veniva detto di settimana in settimana. Dai giudici ho imparato molte cose, e fondamentali nel mio percorso sono stati anche i nostri coach Paola Folli, Silvia Smaniotto e il producer Fausto Cogliati. Devo dire che poter lavorare con loro è stata un privilegio ed un’immensa fortuna. I miei #colleghiamiciconcorrenti beh mi hanno fatta ricordare di quanto sia necessaria la spensieratezza, la condivisione e perché no anche la sana competizione dove finalmente a carte scoperte ci si guarda in faccia per misurarsi senza paura rispettando la diversità di ognuno. Posso dire che in fondo XFactor per me è stato un rehab per ritrovare il focus su quello che voglio e ricordarmi CHI sono veramente.


Quali sono i tuoi progetti attuali e per il futuro?


Al momento sto preparando un po’ di cose. Oltre all’attività live non posso negare che in questi mesi ho fatto anche altro... scrivere tantissimo! Ho un bel po’ di brani in cantiere e non vedo l’ora di suonarli, e di farveli sentire! Sono cose che richiedono il giusto tempo, generalmente a questa domanda sui progetti rispondo così “è come se stessi preparando Le lasagne, ci vuole il giusto tempo, preparare gli ingredienti, assemblare, aspettare.... è necessaria un po’ di pazienza ma poi si gode”.


Qual è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso le tua canzoni?


Le mie canzoni sono come degli episodi di una serie tv che non si sa quando finirà... la serie tv che sarebbe la mia vita. Cerco di trasmettere sensazioni immaginifiche e portare fotografie impalpabili in cui spero che ognuno possa dire “si, è vero! Anche io, anche a me è successo”. Non è semplice trovare la giusta forma per dare giustizia ai propri pensieri e renderli universali. Sto studiando molto in questo periodo, sto costruendo la mia firma.


Quali sono i vantaggi e svantaggi dell'era digitale?


L’era digitale ha semplificato un po’ tutto il lavoro o meglio ha accorciato e ridotto le varie fasi di comunicazione. Il vantaggio più grande è senz’altro poter raggiungere in brevissimo tempo più persone, potersi pubblicizzare in autonomia e lavorare sulla propria vetrina in tempo reale. La comunicazione social ha snellito molto l’iter della costruzione di un progetto ed ha iniziato un’era dove tutto scorre velocemente, forse a volte troppo. Gli svantaggi che noto sono generazionali. Io personalmente mi sono ritrovata a metà tra giocare nei campi, correre in bici a 13 anni per poi a 20 avere un cellulare che da mattone inanimato fa foto, video, chat e altro. Credo che Per noi anni 80/90 è stata un po’ una corsa contro il tempo, di adattamento e di aggiornamento. Le nuove generazioni che sono nate e che nasceranno con questa possibilità sotto mano credo che possano notare meno gli svantaggi e le cose “negative”. È questione di abitudine. Se non si ha un vero parametro tangibile col prima e dopo credo che quello che per qualcuno è un “dopo” per altri sia la totale normalità. Del resto è ciò che accade con l’evoluzione.


Quali sono i consigli che daresti a un giovane cantautore?


Car* giovane cantautor* se sapessi cosa consigliarti per essere felice probabilmente entrambi faremmo un altro lavoro.. O forse no..? Questo viaggio che vuoi intraprendere è fatto di un sacco di variabili, di sensazioni e di emozioni. Ci saranno momenti in cui maledirai tutto e tutti, altri in cui gioirai per una frase bella, che ti piace, che finalmente materializza i tutti pensieri. Un giorno cercherai consensi dove non ci sono, altri arriveranno applausi da dove nemmeno credevi potessero esistere. Lo stupore, il tuo, degli altri. Potrai pensare che ci sono cose ingiuste e altre più sane, ma ogni giorno non ti sentirai mai sol* perché con te c’è e ci sarà sempre la musica e la tua musica. Non smettere di essere curios*, studia, abbi sempre fame di imparare, di confrontarti, di ricevere consigli. Corri, cammina, divertiti e assapora sempre il mondo come se fosse la prima cosa che vedi. È un viaggio bellissimo che dura una vita. Goditelo tutto.


Come vedi il futuro della musica?


Percepisco un sacco di buone sensazioni. Personalmente credo che dopo il buco un po’ generazionale di noi ad oggi 30enni, per fortuna ci sono un sacco di giovanissimi che si mettono in gioco e che sono capaci. Non so se lo vedo letteralmente il futuro della musica, lo sento però. Ci sono buonissimi propositi per avere validi artisti e progetti meritevoli. Innovazione, tradizione e tecnologia ben mescolate.


Angela De Gregorio

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