Gli Animali Notturni sono una band italiana, molto affiatata e appassionata di musica. L'ultimo loro album s'intitola "Vivere D'Istanti". Ma stanno già lavorando a nuove canzoni.

Come è nata la vostra Band? Che musica fate?

La band "Gli Animali Notturni" nasce dall'alchimia di 5 elementi con la passione della musica. Correva l'anno 2016 e dopo diverse esperienze Zak (voce, chitarra acustica), Jimbo (chitarra solista), Gio (basso), Nicola (chitarra) e Andrea (batteria) si trovavano con un mare di idee e una manciata di versi sparsi di li a poco trasformati in canzoni.
Gli Animali Notturni sono questo… Cinque Persone che mettono in  musica le proprie esperienze.
Ci risulta difficile identificarci in un unico genere, se dovessimo definirlo siamo una band indie, pop, rock.

Quali sono state le tappe più importanti del vostro percorso musicale?

Ci sono momenti, situazioni, eventi che oltre a darti tante motivazioni, si trasformano in esperienza.
Se dovessimo suddividere queste situazioni potremmo inquadrarne almeno 5.
La prima è il momento in cui cominci a essere una famiglia. Te ne rendi conto dal modo in cui le cose cominciano a essere espresse con una certa spontaneità, da come affronti le situazioni, come vivi il lavoro in sala prove e in studio. In parole più semplici lo capisci quando per molte cose 5 persone diventano un insieme.
La seconda è stata indubbiamente la realizzazione di Vivere D’istanti, il nostro album d’esordio.
La terza è stata salire su diversi palchi, negli ultimi due anni abbiamo avuto la fortuna di calcare diversi palchi, ogni concerto è una storia a se. Vedere i volti, le persone sotto il palco, qualcuno che canta è qualcosa di indescrivibile.
Tra i palchi che ricordiamo con affetto e che più di altri ci hanno cambiato c'è sicuramente quello della Latteria Molloy, il Deejay onstage di Riccione e la Festa di Radio Onda D'urto insieme ai Fast Animals And Slow Kids. Nel mezzo ogni singolo club e locale dove siamo stati ospitati. I concerti sono una grande festa e chiediamo scusa se non citiamo ogni posto dove ci siamo esibiti, ma ci teniamo a sottolineare che siamo grati a tutti questi luoghi.
La quarta è entrare nella testa delle persone e ampliare questa “famiglia”. Questa è una sensazione incredibile, non per autocompiacimento ma perché la musica è emozione e questa emozione si trasforma in sensibilità. Quando qualcuno prova qualcosa ascoltandoti è meraviglioso.
La quinta è la scelta di lavorare a un nuovo album. Attualmente lo abbiamo finito ma non abbiamo ancora stabilito una data di rilascio.

Ci Parlate del vostro ultimo album Vivere D’Istanti? Progetti per il futuro?

Vivere d’istanti è una parte di noi.
Il titolo, omonimo di una delle 13 tracce incluse, sintetizza la filosofia del disco stesso.
Il gioco di parole risulta chiaro e dal risolvo positivo.
L’insieme delle parole VIVERE D’ISTANTI sta infatti ad indicare l’importanza di vivere il proprio tempo con intensità e “patos” sul presente e il divenire, sul momento e sull’istante stesso ma senza tralasciare l’idea di alienazione che dimenticandosi l’apostrofo solo la lontananza può racchiudere col valore che ne consegue.
L’album, come già accennato, è composto da tredici tracce che scivolano su una tracklist fatta di argomenti come l’amore e argomenti come la società.
A noi piace parlare di sentimenti e di voglia di riscatto trasportandoci negli istanti nei quali Vivere D’Istanti è nato quegli istanti fatti di dinamiche ed eventi con i quali, sia di giorno che di notte, ogni individuo fa i conti. Come accennato in precedenza “gli Animali” hanno appena finito di registrare un nuovo album. Non abbiamo stabilito la data di rilascio perché potremmo definire questa notizia che vi stiamo dando un po come uno “spoiler”. Sono cambiate tante cose e l’intesa tra di noi è cresciuta molto dalla pubblicazione del primo disco. Siamo personalmente soddisfatti del lavoro fin qui svolto e crediamo molto nei brani nati in questo nuovo LP.
Gli Animali Notturni sono cinque caratteri distinti ma uniformi, anche se istintivamente vorremo fare uscire tutto domani e subito, ma è giusto invece scegliere il momento più adatto e speciale per dare luce a questo lavoro… insomma… Seguiteci.

Quale è il messaggio che volete comunicare attraverso le vostre canzoni?

C'è del romanticismo sul come nasce una canzone.
A volte è qualcosa che vivi, altre è qualcosa che osservi, altre ancora invece sono le parole e i concetti che trovano te.
Le canzoni sono il fulcro di una band e allo stesso tempo qualcosa che deve essere vissuto da te che le suoni e da chi le ascolta. Noi crediamo che nulla sia più meraviglioso che arrivare al cuore e alla mente di qualcuno.
Amiamo pensare che siano le canzoni a trovare chi le scrive e non il contrario.
Tutto questo ha senso solo e unicamente se il messaggio viene da se. Ovviamente ci sono situazioni in cui scegli di cosa parlare e altre in cui è l’argomento a scegliere te.
In AMO TE per esempio attraverso le strofe si ritrovano i momenti in cui si ha, si da, si perde e si ritorna ad amarsi.
Amo te parla di sentimenti che a causa delle dinamiche odierne a volte ci dimentichiamo di provare.
Amo te è un inno all’amore, è il sapere che il cuore ha due facciate nel bene e nel male.
Amo te è una storia di tante storie diverse e uguali fatte di alti e bassi ma sempre uniche e speciali.
Un altro esempio è Dipende da me che per noi è un piccolo inno da “Animali Notturni”. In mezzo alla routine quotidiana e ai doveri/obblighi che cosa c’è di più liberatorio della notte? Questo è il messaggio. Il ritornello elenca una serie di luoghi comuni comunemente odiati ma non si può odiare senza amare e quindi qualcosa da amare c’è sempre, per esempio la notte stessa.
La verità è che il messaggio lo sceglie chi ascolta ed è per questo che ogni persona deve associare le parole e la musica a ciò meglio gli sta addosso.

Ci sono degli artisti a cui vi ispirate per la vostra musica?

Questa domanda apre una serie di band probabilmente meno conosciute ai più giovani. Le influenze di ognuno di noi sono differenti ma si ritrovano sempre. Gli Animali Notturni consigliano di ascoltare i The Cure, gli Suede, i Blur, gli Oasis, Paul Weller, ma oltre a questi nomi sacri d'oltremanica anche l'hard Rock d'oltreoceano come i Guns and Roses o i Green Day…
Se parliamo dell'Italia, oltre ai nomi sacri come Battisti, Dalla, De Gregori, Vasco e anche alcune proposte più recenti, ci ispiriamo a ciò che più ci colpisce ma senza cercare di emulare l'arte altrui.
Sintetizzando, gli Animali hanno ascolti, storie e ispirazioni diverse l'uno dall'altro ma per questo motivo cercano di far confluire le loro idee e i loro stili.

Quali sono i pro e i contro dell’era digitale?

Risponderei così:
Vi ricordate le musicassete, le bic per ravvolgere il nastro, i primi CD, MYspace, emule, la nascita di Facebook? (Speriamo di aver strappato un sorriso a qualcuno)
Al di la della malinconia, dei ricordi e di ciò che fu, il mondo cambia, la società anche.
Socialmente parlando riteniamo che quando si vive il presente si tenda in qualche modo a denigrarlo e a criticarlo, inneggiando a un passato puntualmente vissuto a metà.
L’era digitale è una diga che non fa il suo lavoro, ma allo stesso tempo è un fiume di opportunità.
E’ facile denigrare tutto ciò, ma spesso volentieri sento colleghi e amici che la detestano solo e unicamente perché non ottengono i risultati ricercati, se invece poi due cose cominciano a girare diventano i primi “fans” della modernità. Sappiamo di essere critici a esprimerci in questo modo, ma riteniamo che le regole del gioco siano queste e se vuoi giocare (per modo di dire) ti devi adeguare.
L’era digitale sa anche abbattere le distanze, non la ami e non la odi. Ci sei e basta.

Come vedete il futuro della musica?

La musica non morirà mai, può cambiare abito, acconciatura, make up, ma non morirà mai.
Stiamo vivendo un momento difficile e surreale. La pandemia di COVID ha fatto uscire nervi scoperti che colpiscono non solo musicisti, ma anche quelle persone meravigliose che permettono ai musicisti di esistere. La musica non è solo chi suona, la musica è chi ti fa suonare, chi parla di te, i giornalisti, i fonici, i driver, i manager, gli uffici stampa e altre numerose figure.
La MUSICA E’ UN LAVORO, il lavoro è dignità. Questa cosa fa paura, ma uniti ne usciremo tutti più forti. Ottimisti? Si, immaginate un mondo senza musica… Voi vorreste viverci?
Noi no.

Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica & Comunicazione