Oana.if sono un trio emergente. Centrale è per loro la sperimentazione. Il loro primo singolo ''La mia natura imperfetta'' ne è una prova. Da pochi giorni è uscita una nuova canzone dal titolo ''Come Dali''.


Com’è nata la band? Che musica fate?


Intanto il nome della band è: oana.lf dove “L” ed “F” sono le iniziali dei miei compagni di viaggio Lorenzo e Fausto, ma anche acronimo di Low Frequencies, le frequenze che piacciono a noi, magiche e un po’ subdole. Ci conosciamo da bambini, siamo cresciuti nello stesso paesello sperduto in provincia di Alessandria. Quando ho trovato il coraggio di condividere i foglietti che per molto tempo ho conservato con gelosia, le prime persone a sentirli sono stati Fausto e poi Lorenzo, perché a loro due mi sentivo più vicina emotivamente e musicalmente. Dire che musica facciamo è sempre la domanda più difficile, non abbiamo ancora trovato la definizione, musica contaminata. Ascoltateci, così magari potrete aiutarci ad incorniciarla.


E' appena uscito il vostro primo singolo ''La mia natura imperfetta''. Ce ne volete parlare?


La mia natura imperfetta nasce una domenica notte, niente gestazione, nessuna doglia. Alle quattro del mattino testo e musica erano stati scritti. Qualche giorno dopo, in sala prove con i ragazzi, abbiamo pensato agli arrangiamenti. Musica e arti visive vogliono camminare insieme, la natura imperfetta è l’aspetto che vien fuori in alcuni ritratti, è peggio di uno specchio, ma è anche un invito a guardarsi bene, ad ascoltarsi.


Progetti per il futuro?


Siamo in studio stiamo lavorando al disco o forse saranno due, avrete presto nostre notizie, per adesso no spoiler.


Riguardo la diffusione della musica inedita. Quali sono le difficoltà per una band che vuole proporre la propria musica ai locali, club, eventi live?


Le difficoltà esistono come in ogni cosa, ma servono perché sono il primo filtro. Viviamo un momento storico brillante dal punto di vista della creatività, abbiamo i mezzi. E' molto facile fare musica e condividerla, basta il computer se vogliamo, ma per dare luce ad una voce tra miliardi serve qualcosa in più: tanta passione, determinazione, conoscenza ed un po’ di fortuna. Noi siamo positivi.


Cosa pensate del panorama musicale attuale? La musica originale di oggi può essere considerata di qualità?


La musica è musica, la qualità è un valore che noi tendiamo ad attribuirle, uno dei tanti. L’unico valore che per noi è importante è l’intenzione, mi spiego: se l’intenzione è sincera, se l’artista è sincero con se stesso ecco allora parliamo di musica, se l’artista fa del “manierismo” allora è solo una brutta copia, forse deve scavare meglio per incontrare la propria personalità artistica o forse è una macchina e non artista ed è difficile da accettare, chiaro. Ma se parliamo di musica, parliamo anche di folklore e di canti popolari, di blues accompagnati da chitarre scordate, chi mai oserebbe catalogare questi seguendo canoni di “qualità/non qualità”?


Come vedete il futuro della musica?


Non sappiamo neanche come né quando né dove è nata, come facciamo a prevederne il futuro? E’ uno dei tanti misteri che accompagnano l’uomo fin dalla sua erezione, come la vita, come Dio e boh altri misteri (sono riuscita a mettere nella stessa frase vita, Dio ed erezione, ho tutte le carte in regola per essere un artista? - ho anche appena citato Piero Ciampi).


Angela De Gregorio