Trunchell, Etc è un cantautore italiano. Il 6 gennaio uscirà il suo nuovo singolo "Vivi in pace adesso".

Quali sono state le esperienze che ti hanno maggiormente formato?

Dal punto di vista artistico, sicuramente la mia prima band (in cui ero batterista) ha dato vita alla fase embrionale di Trunchell, Etc. Ricordo perfettamente i primi live, il primo tour, il primo disco, ecc... Tutto questo mi aveva già proiettato nel mondo della musica e, a rafforzare il tutto, sono stati i miei opening ad artisti molto importanti del panorama italiano: Achille Lauro, Luchè...

A breve uscirà il tuo nuovo singolo “Vivi in pace adesso”. Ci vuoi anticipare qualcosa?

“Vivi in pace adesso?” Uscirà il 6 Gennaio, il giorno del mio compleanno. Non è stata assolutamente una casualità. È un brano molto intimo per me ed è la porta per una nuova era di Trunchell, Etc. Si discosta abbastanza dal resto dei miei lavori, che solitamente vertono molto più sul lato hardcore del rap. Questo nuovo singolo, invece, ha delle sonorità più blueseggianti e chill. Ringrazio Elle, il produttore del nuovo singolo, che ha tessuto questo tappeto perfettamente sulla mia voce e sul mood che volevo esorcizzare in questo brano.

Progetti per il futuro?

Sto lavorando al mio nuovo disco. Vi anticipo che tratterà di rinascita del proprio io e come elemento principale ci sarà il veleno, in ogni sua forma. Ruoterà tutto intorno al numero 9, proprio per sottolineare la rinascita personale. Il 9, infatti, è l’unico numero i cui multipli si riducono ad esso stesso (9X2=18 e 1+8=9, 9X3=27 e 2+7=9, ecc...). La produzione sarà curata dal mio storico produttore e amico GAEDI e da Elle, ma ci sarà una traccia prodotta da uno special guest che ancora non posso rivelare. Infine, l’altro progetto importante, che non riguarda l’ambito musicale, sarà quello di conseguire la mia laurea in giurisprudenza.

Quanto conta secondo te la passione, la costanza e la motivazione per avviare una carriera musicale?

TUTTO. L’industria musicale ci sta continuando a far credere che la forza motrice dell’arte sia il denaro. Non c’è niente di più sbagliato. L’arte si crea con impegno, costanza e dedizione. Tutto ciò che si discosta da questo non è definibile arte. Nella scena attuale ci sono tantissimi personaggi costruiti ad hoc per far fruttare al meglio l’industria, ma rimangono, appunto, solo personaggi. Nel vero artista si possono distinguere persona e personaggio.

Qual è il messaggio che vuoi comunicare attraverso le tue canzoni?

Al mio pubblico chiedo sempre di “sentire” e non solo “ascoltare”. L’ascolto, la maggior parte delle volte, può essere fin troppo passivo. Io vorrei che chiunque possa ritrovarsi o prendere semplicemente spunto da ciò che scrivo, rivivere o vivere determinate emozioni e, magari, apprendere qualcosa di nuovo. I miei testi, infatti, sono colmi di citazionismo: storico, biblico, filosofico, letterario, esoterico... Metaforizzo concetti che risulterebbero di difficile fruizione se presentati “così come sono”. Il messaggio principale che vorrei comunicare con i miei brani è quello di credere in voi stessi. Siate la speranza di voi stessi, sappiate vedere il grigio del mondo, senza per forza dargli un colore netto. La via di mezzo esiste e, se colta, potrebbe darvi un bello schiaffo di serenità.

Com'è il tuo rapporto con il web e i social?

Non passo troppo tempo sul web o sui social. Solo ultimamente ho scoperto il “contatto” con il mio pubblico tramite i social e, più precisamente, Instagram. È una vera e propria realtà parallela e, la maggior parte delle volte, si tende a porre in essere un parallelismo dissociativo. Preferisco, quindi, sempre avere un contatto diretto e reale con il mio pubblico e con le persone in generale.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro della musica?

Credo che la musica abbia in serbo tanto per noi. Il panorama è costellato di generi musicali e artisti che non conosciamo, che forse non conosceremo mai e che stanno rivoluzionando la musica. Il mio consiglio è quello di essere curiosi, in ogni ambito. La curiosità porta all’evoluzione e, in questo periodo in particolare, ne abbiamo bisogno. Non abbiate paura del nuovo, di ciò che sta emergendo. I grandi artisti che idolatrate prima erano nuovi e stavano emergendo.

 

Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica & Comunicazione