Anima Nera è una band italiana, unita dalla voglia di suonare. Nei loro progetti futuri c'è la voglia di rimettersi in gioco e proporre le loro canzoni durante i live. Il loro ultimo singolo s'intitola "Lieve".

Com'è nata la vostra band?

La nostra band nasce, come spesso succede, da un fenomeno di scissione e fusione di diversi gruppi; tutti suonavamo con qualcun altro e poi, nei primi anni 2000, senza che nessuno ora riesca a ricordarsi bene com'è successo, ci siamo ritrovati in quattro degli attuali componenti (mancava Fabio Lanaro, il bassista) a provare con una certa regolarità nelle salette attrezzate di Vicenza e provincia. Per i primi anni, ad essere sinceri, non avevamo neppure un nome ed anzi, ad ogni prova qualcuno ne proponeva uno che poi cadeva nel dimenticatoio alla prova successiva! Abbiamo avuto una pausa di alcuni anni a cavallo degli anni '10 del 2000, ognuno preso dalle sue cose. Poi nel 2013, con la scusa del matrimonio di Stefano Speranza (chitarra solista), ci siamo rivisti per un paio di prove e suonato alla festa di matrimonio. Da lì, come si usa in ogni buona reunion del mondo del rock, constatato il permanere dell'innegabile alchimia del gruppo, è tornata insopprimibile la voglia di suonare. Abbiamo quindi ricominciato a vederci settimanalmente per provare e, qualche tempo dopo, abbiamo scovato Fabio (eh sì, per anni siamo stati un power combo, senza bassista …). Avevamo così raggiunto la nostra “formazione tipo”, con Massimiliano De Angeli (chitarra ritmica e voce), Stefano Speranza (chitarra solista), Fabio Lanaro (basso e cori), Alessandro Pilastro (tastiere) e Lorenzo Piva (batteria e cori). Massimiliano ha sempre avuto il “bernoccolo” per scrivere dei testi e impostare la melodia di base con la chitarra e quindi le nostre prove, più come – come per molti gruppi – essere incentrate sul provare cover, sono sempre state dirette a cercare di arrivare, dalle idee di Massimiliano, ad una canzone vera e propria. Buona ultima è arrivata la scelta del nome Anima Nera. A quel punto eravamo a tutti gli effetti una band ... Una volta arrivati ad avere in repertorio una decina di brani, abbiamo inciso un cd (Terzo Incomodo), ovviamente autoprodotto e, sostanzialmente, in presa diretta, che abbiamo usato per presentarci a qualche bar e locale, proponendoci per suonare.  Fortunatamente Massimiliano è una fonte inesauribile di idee e quindi, un anno dopo, abbiamo inciso un secondo cd (sempre autoprodotto ed in presa diretta) intitolato Amantide. Da pochi mesi abbiamo pubblicato i nostri brani sulle principali piattaforme di streaming.

Che musica fate?

La risposta più semplice sarebbe “quella che ci viene”, senza preconcetti e preclusioni.... poi se dovessimo dare una indicazione di massima, potremmo usare l'etichetta di “rock italiano”.Qualcuno sui social ha detto che ricordiamo i Negrita … forse però la varietà degli stili dei vari brani potrebbe far pensare più ai Timoria (lo diciamo ovviamente con il cappello in mano e senza voler fare nessun paragone di merito, ci mancherebbe…). I pezzi sono tutti caratterizzati dai testi in italiano e dalla voglia di non porsi limiti di stile e sonorità. Abbiamo il pezzo con il giro hard rock e quello con la chitarra folk, quello con gli stacchi funky o un sentore psichadelico … ce n'è per tutti i gusti …

Quali sono state le esperienze che vi hanno maggiormente formato?

Nel nostro piccolo, credo che il “salto” più importante sia stato il passare dall'essere degli amici che si vedono e suonano tra di loro per divertimento, a sentirsi una vera e propria band che incide dei brani e li esegue dal vivo.  Va detto infatti che siamo tutti oramai diversamente giovani, con famiglia, lavoro e il quotidiano fardello di qualunque persona normale … quindi quando ti metti in gioco, lasci che le persone ascoltino la tua musica, ti esibisci...insomma ti metti alla prova, fa comunque un certo effetto.

Ci parlate del vostro singolo "Lieve"?

“Lieve” è una canzone di cui siamo particolarmente orgogliosi, in quanto fuoriesce un po' dallo schema classico strofa, ritornello, strofa, assolo, etc. e anche il testo, anziché raccontare di una canzone d'amore dedicata ad un/una amato/a, è un inno all'amore per sé stessi. In ragione di queste peculiarità, qualcuno la trova strana, noi pensiamo che sia per buongustai della musica ...  

Progetti per il futuro?

Suonare, suonare, suonare … che detto così potrebbe sembrare banale, ma in realtà è un progetto tutt'altro che semplice da realizzare. Lasciando anche da parte la contingenza del Covid, la questione principale è che trovare locali che consentano di proporre musica originale, anziché cover o tributi è estremamente difficile. Gli ascoltatori (un po' tutti eh, noi compresi) sono abituati ad ascoltare canzoni conosciute, grandi classici, evergreen, e via dicendo … rimane così poco tempo e voglia di provare ad ascoltare qualcosa di nuovo. Stiamo anche dedicandoci a nuove canzoni (Dio abbia in gloria Massimiliano) che speriamo possano finire in un EP.

Se doveste descrivere con tre parole la vostra musica, quale usereste?

Sincera, diretta e onesta.

Quali sono i pro e i contro dell'era digitale?

I pro sono molti: per gli utenti finali lo standard mp3 e lo streaming hanno consentito di avere sempre a disposizione un bacino sterminato di musica (di qualunque genere ed epoca) gratuito e di buona qualità audio (vi ricordate come suonavano con le cassettine audio … ?). Per i musicisti, c'è la possibilità di produrre da soli registrazioni di qualità in passato impensabile, di scambiarla, di elaborarla … non parliamo poi dei mezzi tecnici per chi si vuole accostare alla musica; in rete si trovano spartiti, tutorial, recensioni ... per cui chi ha voglia di iniziare a suonare a disponibilità, anche qui gratuite, in passato inesistenti. Contro c'è, come tutti sanno, che oramai in linea di principio la musica non si acquista più, ma la si ascolta gratuitamente online o scaricata. A dire il vero si tratta di una realtà che non tocca tanto noi, piccole band, ma chi vorrebbe davvero vivere della propria musica. Nel nostro piccolo possiamo dire che dagli stream della nostra musica, non ci ricaviamo neppure l'affitto per la sala prove … In ogni caso è inutile lamentarsi, l'evoluzione tecnica è questa e chi ama fare musica, trova comunque le motivazioni per farlo.

Come vedete il futuro della musica?

Radioso. Finché ci sarà qualcuno su questa Terra ci sarà sempre voglia di fare ed ascoltare musica. Keep on rocking in the free world !!!

Dott.ssa Angela De Gregorio, Musica & Comunicazione